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Che sia arrivata l’estate lo si vede guardando in su, l’azzurro limpido nel quale ci si perde in un traffico di rondini pari al cielo sopra Pechino od Atlanta.
Che sia arrivata l’estate lo si sente affacciandosi alla finestra al mattino e “annuffando forte” l’aria (i gatti annuffano, gli umani inspirano): sembrano spariti i fumi venefici delle navi in partenza (ma forse è solo il fatto che a quell’ora non è prevista nessuna nave in partenza).
I gabbiani, che si aggiravano urlando impazziti nell’aria carica di elettricità dei temporali delle scorse settimane, si sono infine calmati (scongiurato così nelle sale Gli uccelli2 – il ritorno).
Vabbè insomma, è tornata l’estate (lo so, lo so, succede tutti gli anni. E' come la neve, il festival di Sanremo, il campionato, il salone nautico) ma io a vederla (e soprattutto a sentirla) mi tranquillizzo.

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