Tag

Io non sono uno scienziato.
Io non sono un’allarmista.
Io non sono una mamma.
Ma vorrei dirvi una cosa: io ho paura.
Non ho paura per me. O meglio, non solo per me.
Io ho 54 anni e potrei ammalarmi di qualsiasi cosa, o morire domattina schiacciata da un cornicione staccatosi da un tetto.
Ho paura per il futuro di questo mondo che mi pare ce la stia già mettendo tutta a polverizzarsi da solo.
Parlo a chi ha figli e nipoti.
Io me la ricordo la paura di Chernobyl.
L’avevo dimenticata, è vero.
Ma mi è tornata alla mente.
Ricordo quando ti dicevano che non dovevi bere latte, mangiare insalata a foglie larghe, fragole, che dovevi lavarti spesso.
Ricordo quando dissero che la nube aveva picchiato forte sul trentino e la Valle d’Aosta.
Ricordo l’angoscia mai provata prima a pensare al nemico invisibile.
Ricordo, non bene, è vero pure questo, i bambini che arrivavano dai paesi contaminati.
I morti, le malattie aumentate.
Io non lo so se i problemi alla tiroide e l’aumento degli ammalati di leucemia è dovuto a questo.
Non lo so, non lo posso sapere, e se ne leggo non sono in grado di capire se i valori denunciati sono maggiori di quelli rilevati ieri, l’altro ieri o un anno fa.
Ma mi chiedo che bisogno abbiamo di tutto questo.
Non sappiamo più da molto tempo se tutto quello che mangiamo ci potrà far male.
L’informazione ci sommerge, ma non riusciamo quasi mai a venire a capo di nulla e soprattutto non abbiamo soluzioni.
Ci hanno detto che se uno coltiva un campo a OGM, e il vicino no, al vicino crescono prodotto OGM.
Che la bresaola della Valtellina la fanno con lo gnu.
Cha la mucca è diventata pazza perché ha mangiato sé stessa.
Che i polli ci fanno male.
Che il maiale non so che cazzo abbia.
Che se piove viene giù la montagna perché abbiamo tolto gli alberi.
Che bisogna uccidere i cinghiali perché sono troppi e devastano i campi dei contadini.
Che le antenne dei cellulari ci fanno male al cervello.
Che in Italia non capiterà mai uno tsunami, anche perché se mai capitasse, ho l’impressione che non resterebbe in piedi nulla.
Che le dighe se risparmi, si spaccano.
Che se non metti in sicurezza le scuole, alla prima scossa di terremoto vengono giù e muoiono i bambini.
Basta.
Fermiamoci.
Fermiamoci un momento a riflettere.
A cosa ci servirà produrre energia se non ci sarà più gente che ne avrà bisogno?
 
Diciamo no alle nuove centrali nucleari. 

Annunci