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Quelle che al bar ciucciano avidamente il cucchiaino, dopo aver raschiato dalla tazzina,  la schiuma del caffè o del cappuccino.
Quelli che al cellulare raccontano i cazzi loro a voce alta impedendomi di leggere.
Quelli che leggono il libro e lo tengono in modo che io non possa capire cosa stiano leggendo.
Quelli che ti si piazzano dietro e nonostante tu li abbia assicurati sul fatto che scenderai alla prossima, cercano di spaccarti  le gambe (con le loro borse)  e la minchia (con la loro ansia di restare sul mezzo in eterno).
Quelli dell’ambulanza che chiedendo l’obolo, ti dicono che prima o poi ne avrai bisogno, e allora saranno tutti cazzi tuoi.
Quelle che a loro, quando cucinano, riesce tutto benissimo.
Quelle che se ti dicono che hai un pezzo di abbigliamento carino, è proprio uguale a quello della loro figlia, facendoti pensare che forse non te ne sei accorta ma ti sta vestendo come Baby Jane.
Quelle che escono di casa al mattino col tacco 12 e il trucco perfetto
Quelle che durante il diluvio salgono sulla metro senza un goccio d’acqua addosso e i piedi asciutti.
Quelli che fanno la raccolta differenziata ma non si muovono se non hanno l’auto sotto il culo.
Quelli che i Tg non li guardano perché li intristiscono.
Quelli che la Tv non la guardano, ma la fanno.
Quelli che non guardano Report o Presa diretta, ma poi vanno al cinema a vedere Draquila o  Il gioiellino.
Quelli che non guardano i film dell’orrore, specialmente se hanno per argomento i bambini, perché si impressionano, ma seguono Porta a Porta sull’omicidio dell’ultima minorenne.
Quelli che non vanno a votare al referendum sulla privatizzazione della scuola, perché la politica non li interessa, ma poi si lamentano dell’aumento della mensa scolastica.
Quelli che ti chiedono “cosa hai fatto in questo periodo?” e quando tu stai per aprire bocca, loro te la chiudono, facendoti la lista di quello che “in questo periodo” hanno acquistato.
Quelli che dicono “claro che sì”, “un attimino”, “stavo girattando”, “o kappa”.
Quelli che, dall’ottobre del 1996, non si sono mai persi una puntata di “Un posto al sole”.
Quelli che guardano “Ulisse”, e si pensano già un po’ storici o scienziati.
Quelli che dicono “l’ho sentito a Striscia la notizia”, come se l’avesse detto The guardian.
Quelli che dicono “hai visto, l’altra sera a Paperissima…?”
Quelli che dicono “… ma sì, dai …Tatiana del Grande Fratello…”.
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