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Un giorno qualcuno mi disse : ”Se non hai mai letto Il piccolo principe, Il giovane Holden e L’amico ritrovato, è come se tu non avessi mai letto nulla”.
Io non credo di ricordare chi me lo avesse detto, ma quello che so di certo, è che se questa perla di saggezza è rimasta scolpita nella mia mente come una pietra tombale, vuole dire che la persona in questione, era persona che godeva di una mia qualche considerazione, se non altro, in campo letterario.
Il piccolo principe io lo lessi a 26 anni, che forse era già un po’ tardi lo confesso, e lo lessi solo perché un’amica insistette che lo facessi. A quell’epoca vivevo a Chiavari e facevo la pendolare sulla tratta chiavari-genova e ritorno, su dei treni marcissimi e mi portavo avanti e indietro la sua copia, che un giorno tristemente scivolò tra il vetro del finestrino e il vano nel quale scorre lo stesso, di un vagone cento porte. Ho sempre pensato alla sorpresa del ritrovamento, al momento della distruzione del vagone o durante l’estrazione dei cadaveri dalle lamiere in seguito ad una catastrofe dovuta alla vetustà del treno stesso. Dovetti ricomprare due copie: una per finire la mia tortura e una per rendere la copia all’amica, che per fortuna non mi aveva prestato una copia pregiata del libro, ma una volgarissima edizione economica.
Questo naturalmente non mise a tacere il mio senso di colpa nel perdere un libro anche se in modo inusuale, che se qualcuno avesse perso un MIO libro, fosse stato anche un oscar o un supplemento di Amica degli anni ’70, se la sarebbe dovuta vedere con me.
Ecco perché, non impresto libri e raramente accetto che me li prestino.
Il piccolo principe – oggi che ho quasi 54 anni – lo posso dire, urlare e anche scrivere, esponendomi alla pubblica gogna – è una cagata pazzesca.
A parte che ricordo solo la storia del serpente col cappello nella pancia,  e neppure tanto bene quella, io non l’ho mai potuto sopportare.
Che poi non c’è frase che non venga riportata, te la mandano per mail, la pubblicano su facebook, te la spediscono con un sms a natale, e l’altro giorno, il meglio, l’ho visto su un cartellone  pubblicitario: “…non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”, però tu o sei cieca, e non hai visto quello che l’agenzia ha pubblicato accanto a una tua foto, o scema, perché essendo tu una fotografa, questa citazione a promuovere il tuo prodotto, ci sta come la Littizzetto invitata a parlare a una riunione di CL.
 
Quando, la persona degna di stima espresse quella perla, io mi vergognai un poco: ne avevo letto soltanto uno di quella triade maledetta e quell’uno ce lo avevo di traverso.
Siccome non esiste uno scrittore in erba che non abbia mai citato quelle cazzo di papere e dove minchia vanno a finire d’inverno, naturalmente ci inciampai anche io non poche volte. L’ultima volta, fu uno scrittore emergente, che parlava dei suoi libri, dai quali avevano tratto altrettanti film di successo La Izzo e Tognazzi. E che cazzo… possibile che io sia così capra?
E andò così che mi comprai pure Il giovane Holden, alla fine del quale non riuscii mai ad arrivare.
Quando fu la volta de L’amico ritrovato ero ridotta allo stremo: tremavo e avevo la febbre.
E invece mi sbagliavo, perché L’amico ritrovato è un grande libro.
E vorrei anche sapere perché sia Saint-Exupéry che Salinger vengano ricordati solo per queste due opere, Saint-Exupéry per esempio potrebbero ricordarlo come “quello che è morto in volo in circostanze non appurate e solo nel 2008 han trovato il relitto del suo aereo” e Salinger perché”a 53 anni ha avuto una storia con una scrittrice di quasi 30 anni più giovane” e poi  perché “è quello che ci hanno fatto un film ispirato a lui con Sean Connery, da vecchio”,  ma cazzo, per le papere no.

*** IL TITOLO E' PROVOCATORIO: piuttosto che il piccolo principe, mi porto Biancaneve.

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