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Last Night.

Ci sono Bibì (lei) e Bibò (lui) che sono sposati da tre anni e si sono sposati dopo 4 anni che stavano assieme, con una pausa nel mezzo. Questo ce lo raccontano (il perché lo capiremo dopo).

Vivono in una casa della madonna e continuano a dire che si amano ma in realtà sembra che si sopportino a fatica.
Una sera vanno a una cena di lavoro e Bibì si accorge che Bibò è atratto dalla nuova collega Panterona, con la quale è stato il mese prima in viaggio di lavoro e con la quale partirà domani per un altro viaggio sempre di lavoro.
Bibì dev’essere in spm, perchè la prende proprio male: affronta Bibò e gli chiede se le piace la Panterona e se se l’è già trombata. Bibò tergiversa, e poi capitola: sì gli piace ma non pensa di concludere. Bibì si irrita. Bibò dice, ma minchia ti ho detto la verità e adesso ti incazzi?
Poi vanno a letto, fanno pace, l’indomani mattina lei gli scrive un biglietto e lo infila nella camicia, lui parte e lei esce di casa.
E chi ti incontra Bibì con ancora il gusto del caffè preso al bar? Proprio il Cerbiatto che aveva amato nella pausa. Si danno un appuntamento per la sera e lei pensa tutto il giorno a cosa cazzo mettersi.
Insomma, praticamente il film è finito.
Bibò e la Panterona finiscono a letto, mentre Bibì ferma il Cerbiatto che se la vuole fare in ascensore (anche se comunque due anni prima si sono rivisti e fanno capire che una trombatina se la sono fatta).
Ma io sono veramente perfida, perché Bibì ama sia Bibò che il Cerbiatto e non gliela molla al Cerbiatto perché pensa che Bibò non ceda alla carne e non si trombi la Panterona.
Infatti Bibì è profondamente turbata e dice al Cerbiatto oh cazzo ma perché ti penso sempre (che per tenere fermo uno, è veramente il modo giusto)
Naturalmente, Bibò dopo aver per ben due volte trombato con la Panterona, trova il biglietto, viene assalito da un senso di colpa enormemente esorbitante e torna a casa dalla sua Bibì.
Bibì continua a raccontare palle a lui e a se stessa, ma Bibò vede le scarpe col tacco in cucina e immagina qualche cosa.
Bibì sta per dire qualcosa, ma ecco che si va a nero, titoli di coda. Amen.

Io lo sapevo, ne ero conscia che stavo andando a vedere una puttanata, ma non c’era veramente altro e pioveva, e di stare in casa ne avevo per il cazzo, ma così è veramente troppo.
Non c’è una cosa per la quale valga la pena vedere questo Last night.
Le due donne belle e basta, con un’unica espressione, un po’ stupita (o stupida…) Bibì Keira Knightley; ammiccante sempre e comunque, Panterona Eva Mendes.
Bibò, Sam Worthington, nanissimo, senza collo, e con quell’espressione che non sa cosa stia accadendo, sempre fuori luogo, sembra che dica, oh cazzo, mi son cacato addosso, e adesso come faccio a non farmene accorgere?
Il Cerbiatto, Guillaume Canet,  ha un’unica espressione per tutto il film, pare abbia una paresi, ride continuamente, anche quando dovrebbe essere triste, arrapato, disturbato, lui ride. Ride anche quando gli scendono le lacrime.
Primi piani, primissimi piani, campo, controcampo: una telenovela. Non un movimento di camera, un piano sequenza, una cazzo di camera che segua un minimo movimento, i dialoghi scontati, la sceneggiatura inesistente.
Può darsi pure che invecchiando mi sia persa qualcosa, non so. L’altro giorno parlando con un amico, un critico cinematografico, mi ha detto “oramai i giovani pensano che il cinema sia cominciato con Tarantino”. Io non lo so, so solo che ho letto una critica entusiastica di questo pompino per malati di seghe mentali. Forse non sono i film ad essere cambiati ma le persone, i sentimenti, il senso estetico, il senso critico.
E’ vergognoso che vengano prodotti film del genere.
Spero solo che abbia il successo che si merita.
Ieri in sala ci saranno state 20 persone, mi auguro che continui così.

P.s.: una cosa per cui valga la pena di vederlo no, ma una robetta da segnalare sì: i costumi di Bibì.
La Panterona invece è un po’ troppo extra large, e con il vestito incrociatino, pare una popolana in calore.

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