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Qui.
Allora vediamo.
C’è un deserto che quello del Gobi in confronto è affollato.
Sporadici passaggi a testimonianza del fatto che stanno tutti bene, come un certificato di esistenza in vita, insomma.
Facciamo dei nomi.
Guerreronegro, dopo aver vagabondato da un blog all’altro come l’ebreo errante, si è fermato e posta solo video, brani di libri, mostre e tutto quanto fa cultura.
La RosiPoli è presa dal vortice della lesbitudine ad oltranza e ci parla solo dei diritti delle lesbiche, e quasi sempre quando ti viene a trovare, anzi che commentare ti dice quel che ha fatto lei.
La Capitana scrive post che son degni del Bartezzaghi, che chi li risolve e li interpreta vince un premio fedeltà.
Così E.L.E.N.A. che se prima era criptica oggi forse solo Dan Brown, attraverso il suo codice cifrato (che lui nel suo libro insiste fosse di Leonardo, ma col cazzo) riuscirebbe a spiegarmi i suoi scritti.
La Momy scrive una volta al mese sì e no lamentandosi del periodo un po’ così.
La Tittidiruolo segue le orme di Guerreronegro nel far cultura e quando parla di se, o è su su o è giù giù, che trovarla stabile è dura assai, oppure si lancia in campagne moralizzatrici sul corpo delle donne.
Canto, che ci allietava con storielle amene, ci ha chiusi fuori e chi si è visto si è visto.
Unovalelaltro gioca con un programmino orrendo che lo mostrizza e continua a moltiplicarsi in migliaia di mini omini che lo raffigurano, che a lui Gulliver gli fa una pippa.
Didolasplendida si è messa a viaggiare come un’ossessa (e fa bene assai).
La IsI è tornata ma è svogliata.
Giornidimicrostorie è tornata ma esce poco.
Moisimplement è sparita completamente.
Nonnacarina ogni tanto viene a trovarci e si lamenta del tempo che passa su fb.
Snefru un po’ c’è e un po’ no, esattamente come tutti noi.
L’unica che continua a scrivere assiduamente è Rossatinta, che alterna post romantici a post snob. Per un attimo ci aveva lasciato intravedere un’altra lei, poi si è pentita, e ci ha sbattuto la porta in faccia.
Mi sono iscritta al sito della Feltrinelli per scrivere di libri e a filmtv per scrivere di cinema.
Su filmtv c’è gente per bene ma ci sono anche tante persone incazzate nere e se dici che un film non ti è piaciuto, ho letto che rischi di finire nella blacklist, o di vederti cancellare i commenti e comunque c’ è una litigiosità e una polemica che qui in confronto, siamo dei dilettanti.
Piove e quindi di foto ne faccio poche, il mio povero Flickr, piange.

Fuori.
I miei spostamenti in bus non mi fanno incontrare nessuno degno di nota: non hanno neppure più la voglia di litigare tra loro e non perché siano diventati improvvisamente civili, ma è che sono tutti abbruttiti e bofonchiano a mezza bocca.
Al mare ci sarò andata tre o quattro volte e quindi, storie da scoglio niente.
Al lavoro se cerco di parlare di film o di libri, mi parlano di gossip.
In tv continuano ad insultarsi come cani e i giornalisti si lasciano mandare a farsi fottere senza battere ciglio.
Camilleri a Che tempo che fa è stato un raggio di sole e Il nipote del Negus è un libro succosissimo.
Tra un po’ mi cadranno gli occhi dal gran leggere che faccio e anche un piede, che ho il tallone d’achille sinistro che non ne vuole sapere di guarire.
F. è silenzioso e non combina neppure guai casalinghi degni di essere raccontati.
Il gatto continua a non cagarmi e al mattino appena fa chiaro, intona serenate a un gabbiano enorme che si posa sul camino della casa delle suore che fanno le ostie: tutte le mattine, stessa ora, stessa scena, stesso concerto.
Hanno potato l’ippo e sono molto preoccupata perché sta facendo un po’ fatica a venire su.
Insomma, non succede una beata fava.
Di positivo dico.

… a  parte le dimissioni di Scajola, ecco.

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