Tag

,

 

Il piccolo Nicolas e i suoi genitori  è un film delizioso.
No.
E’ bellissimo.
Non so quanto sia ben girato, so che il cast è perfetto, e che ho riso tanto, ho riso alle lacrime.
Sono andata a vederlo pensando forse ad un film carino, e invece mi sono ritrovata a sperare che non finisse più, che andasse avanti in eterno.
Nicolas è un bambino di otto anni, leggermente suggestionabile, e tra le parole del compagno di scuola che racconta piccoli particolari che secondo lui spiegano lo stato di gravidanza della madre,  lo stato in casa dopo la nascita del fratellino, l’assenza del bambino stesso da scuola, l’interrogazione della maestra sulla favola di Pollicino, e il fraintendimento di alcuni discorsi dei genitori, si convince che sta per arrivare un fratellino e che lui verrà portato a perdere nel bosco.
Da qui parte la storia che vede protagonisti i bambini e il mondo che li circonda: maestre, direttori, genitori, capi ufficio, bidelli.
E’ un punto di vista bambino, un po’ fiabesco e un po’ sospeso in un mondo che non c’è più.
Ambientato in Francia alla fine anni 50: le case e le persone color pastello, la scuola e i vestiti dei ragazzini – rigorosamente calzoni corti, anzi cortissimi ad eccedere nelle caricature – grigi.
Non sapevo nulla di Nicolas sino a domenica.
E’ stato un grande successo in Francia e le avventure di Nicolas nascono dalla penna di René Goscinny nel 1959 , illustrate da Jean-Jacques Sempé.
Nel film si vede sfogliare la rivista Pilote, e – per l’ennesimo guaio combinato dai bambini  –  prendere spunto da una storia di Asterix: ed è proprio su  questa rivista che le storie di  Nicolas muovono i primi passi e la citazione è appropriata ed estremamente garbata, perché è stato lo stesso Goscinny a scrivere le prime storie dei famosi galli (altra citazione sulla storia dei galli in un fuori campo a scuola) e quelle di Lucky Luke.
Goscinny morirà nel 1977 a soli 51 anni durante un test sotto sforzo.
All’inizio del film il piccolo Nicolas, non sa cosa scrivere nel tema proposto dalla maestra “Cosa vorrete fare da grandi”.
Alla fine del film, Nicolas avrà capito quale sarà il suo mestiere: far ridere la gente.
E a me piace pensare che ci sia un po’ della magia di Goscinny in Nicolas.

Annunci