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Credo che se andrò avanti così, resterò sola come una merda secca.

Non che il fatto mi preoccupi poi molto, che in genere mi annoio molto con la maggior parte delle persone e tenendo anche presente l’altro, di fatto, che da sola – se mi guardo indietro – ci son sempre stata.
Non son fatta per le telefonate quotidiane con le amiche, non son fatta per le uscite programmate, non son fatta per durare nel tempo.
Il solo fatto che mi scazza di questo star da sola è che mi pare di assomigliare alla genitrice, che a furia di non farsi andar bene niuno, è rimasta sola, appunto come una merda secca.
Io, a parte che non son fatte per quelle cose lì scritte sopra, non è che disdegni completamente la compagnia degli altri, se chiaramente, hanno qualcosa da dire.
Parlare di sanremo, di vestiti, di grande fratello uh che schifo – ma poi ne conosci tutte le tresche e le facce- , di settimane bianche, di vacanze, e del signore che ti portasse via, che già lo so che io mi deprimo con le trasmissioni che vorrebbero essere di informazione, e invece sono solo passerelle di politici, che non succede mai una minchia di niente neppure quando guardo Report o Presa diretta, e mi immagino al lunedì mattina di non poter raggiungere il lavoro, per le persone riunite nelle piazze, e che camminando lungo le strade,  – con il fazzoletto al collo e il cappello gli uomini – e le donne con il fazzoletto in testa e il grembiule, agitano tutte, dico tutte, un forcone in mano (sì come se dovessero andare a far fieno). E me li immagino fermi davanti alla provincia, alla regione, al comune, alla prefettura, che urlano “adesso basta, rendeteci la nostra vita”. E mi vedo lì. In mezzo a loro a sventolar bandiere con su scritto “il profitto non è tutto” “un altro mondo e possibile” “pace” e tutte queste stronzate che si vedono solo nelle manifestazioni, che come torni a casa, ti accendi il micronde e via con la pizza surgelata.
Lo so mi deprimo da sola.
E mi annoio a sentirmi dire le stesse cose.
Ma di arrendermi a sta merda di vita non mi va proprio.
Ci sono giorni in cui mi viene dalla gola “va bene, avete vinto voi”.
Mi iscrivo a fb, mi faccio amica di 10000 sconosciuti, mi faccio fare un prestito per andare in vacanza, faccio un salto a Serravalle, vado al luna park, faccio un salto a Venezia a vedere il carnevale (facendo un altro prestito è ovvio), guardo striscia la notizia, amici, esco al sabato sera, l’8 marzo vado a vedere lo spogliarello, mi faccio la ricostruzione unghie, mi compro le imitazioni griffate, vado a mangiare sushi (dicendo è un cibo leggero ed è buonissimoooooo!).
A proposito di pesce crudo: ieri sera è andato in onda un servizio, non so su che rete (sono talmente tutte uguali che distinguerle è veramente dura) dove si parlava si sushi.
Tre finte fiche venivano intervistate: "Uhhh… Hiiii… Ahhhhh…"
Poi il cuoco diceva che se te lo vuoi preparare da solo, il pesce deve essere freschissimo e di qualità, poi deve essere portato a – 20 per uccidere tutti i batteri e poi finalmente si può mangiare.
Il giornalista ripeteva “avete capito? Freschissimo e messo sotto lo zero”.
Tesoro, lo hai sentito il cuoco jappanese? Ha detto -20, non sotto zero.
Tesoruccio c’è differenza tra -1 e -20.
Io sarò tarda: ma perché devo comprare il pesce freschissimooooooo, congelarlo e poi mangiarlo crudo, che cotto non fa trendy?
No, io sarò tarda, retrò, testa di cazzo e tutto quel che vien da dire, ma soprattutto ne ho i coglioni talmente pieni di come sta andando, da non averne veramente più voglia.
Con chi combatto?
In nome di che cosa?
E soprattutto per chi?
Per quelli che comprano biologico e poi girano con i suv, e quella cazzo di macchina non la mollano neppure per andare a cagare?
Gli stessi che poi vanno a correre la domenica in passeggiata a Nervi o vanno in palestra tre volte la settimana?
Per quelli che hanno i bambini e li scarrozzano in passeggino ad altezza marmitta (…si ma è catalitica… a beh allora…!) e se ti accendi una sigaretta ti guardano come se fossi Erode?
C’è qualcosa che non funziona.
Questo sistema della corruzione, dell’inganno, del facile guadagno parte dal basso ho come l’impressione.
Io non ho mai creduto che l’occasione faccia l’uomo ladro (così restiamo nei luoghi comuni, che questo post ne è infarcito).
Ieri un’amica che ha avuto una brutta storia col marito, mi diceva “devo imparare tutto, sai non lo conosco, è come se non l’avessi mai conosciuto” e poi continuava “tutto questo vedere in giro, tette, culi…” come a dire, ti fanno venire appetito…
Io non credo sia così, a guardare la marmellata non ti viene voglia di mangiarla, anzi alla fine ti nausea tutta sta marmellata (e dai… continuiamo così … ci manca la paglia vicino al fuoco brucia e tanto va la gatta al lardo…e ho fatto en plein).
Voglio dire che ci devi essere portato a mangiar la marmellata, così come a rubare, a ingannare, ad ammucchiare.
 
Ho visto un film domenica An education, volevo parlarne.
Ho letto in giro quel che si diceva, chi lo segava all’inizio, chi alla fine.
Non ho trovato una parola una su l’inganno.
La ragazzina, non è un’ingenua, sa quel che vuole, ma quando incontra l’uomo che le fa provare una vita diversa (presente quella merda di spot “ti piace vincere facile?), capitola.
Capisce anche che lui è un poco di buono, ma a chi a 17 anni non piacerebbe giocare a far la donna e vestirsi come Audrey Hepburn a Parigi?
Beh, lei decide di lasciare la scuola perché lui le chiede di sposarla (gratuitamente, perché lei gliel’ha già data). Siamo negli i anni 60 e tra andare ad Oxford e sposarsi un bell’uomo che la porta in giro per il mondo, che è così brillante da conquistare pure i suoi genitori così severi (ma così sensibili al denaro..) non ha dubbio: sceglie l’amore. E sino a qui ci sta tutto.
Quante donne si sono e si sposano lasciando la loro carriera – in genere artistica – (scusate, carriera diventa solo quando c’è da rinfacciarla dopo anni di frustrazione e di corna “potevo diventare una cantante, violoncellista, attrice, pittrice di successo e invece ho sposato te…”.
Voglio dire, che non riesco a biasimarla questa diciassettenne, per la sua scelta.
Ma lui?
Lui è sposato. Ma certo. Abita a pochi isolati tiene moglie e prole, e pare sia una vizio reiterato quello di spupazzarsi le giovinette.
Non una parola sull’inganno. Non ho trovato traccia in nessuna recensione che ho letto.
In fondo la piccola si becca una bella bordata.
Sicuramente, imparerà da questa sua “leggerezza”: diventerà donna per davvero e non solo per averla data.
Mi ha turbato veder raggirare così una ragazzina (e sì cosa volete, ho lo spirito sensibile e romantico), perchè di una ragazzina si tratta.
La storia d’amore, se lui non fosse stato un bastardo, avrebbe potuto finire anche subito: la bella fanciulla – non scema – una volta capito che poi in fondo amare un uomo col doppio dei suoi anni, non son tutte rose e fiori (… e ridajjela…) lo avrebbe lasciato per un suo coetaneo.
Mi sono chiesta: perché non un accenno al gran bastardo?
Perché è così che funziona?
 

Perché mentire, ingannare, fingersi altro è la parola d’ordine?


E se pensate che questo sia un post di merda e pieno di luoghi comuni, non vi siete accorti di vivere in un unico enorme merdoso luogo comune?

* il titolo non ci azzecca una beata fava, ma è in tema coi proverbi

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