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Prima segnalazione.
Questo
corto animato.
Una deliziosa presa in giro degli agenti segreti e una lezione esemplare per il pennuto, in questo caso, insopportabile.

Seconda segnalazione.
Un altro corto animato.
Tutto genovese.
La storia è genovese, i realizzatori pure.
Bravi.
 
Terza segnalazione.
Ieri presentazione a Genova di "Rockefeller d’Italia. Gerolamo Gaslini imprenditore e filantropo"di Paride Rugafiori. Altra storia genovese, quella dell’imprenditore foresto che donò l’ospedale,  – che porta il nome della figlia morta – alla città, scritto da un professore genovese che insegna a Torino, come molto genovese è stata la presentazione.
Sono rimasta un po’ sconcertata dagli interventi del pubblico, tutti, come si direbbe, molto OT.
Per saperne di più invece sul libro,  questo
bell’articolo sul blog di Nicola Tranfaglia.

Quarta segnalazione.
Ho trovato, scavando nella casse delle offerte, questo film: Edmond del 2005.
Un curiosissimo film.
Ho ritrovato per l’ennesima volta, un Popinga, che finisce in modo diverso, ma neppure poi tanto.
Scappa dalla sua vita, si butta sulla strada per provare a se stesso di essere qualcuno, cerca conforto nel sesso a pagamento e la sua forza nell’omicidio.
Nell’ultima scena, in galera, proprio lui che dichiara di odiare i negri e i finocchi, lo si vedrà,  dopo una chiacchierata con il suo compagno di cella – con il quale divide oramai non solo la vita da molti anni, ma anche una certa concezione della vita stessa – coricarsi accanto a lui, e addormentarsi abbracciato all’altro, dopo averlo teneramente baciato  come una vecchia coppia di sposi.
Il soggetto e la sceneggiatura sono di David Mamet, la regia di Stuart Gordon.

Quinta segnalazione.
Ho chiesto ad un amico libraio sabato alla Fiera del libro, cosa avesse letto di recente.
"L’ultimo di Ammaniti" mi dice “Che la festa cominci”.
A me Ammaniti piace, a corrente alternata, un po’ sì e un po’ no.
E così ho incamerato l’informazione, senza tanta attenzione.
Domenica pioveva a dirotto, e ho fatto una cosa che non faccio mai: sono andata alla Fiumara, anzi ho trascinato f. alla Fiumara (per chi non lo sapesse, è un centro commerciale genovese, uguale a mille altri centri commerciali):
appena chiuso l’ombrello e varcata la grande porta a vetri della galleria un odore di cibo misto e stantio, mi ha preso la gola, e come se mi fossi levata le cuffie, centinaia di voci mi sono arrivate addosso. Ma oramai c’ero e vista la fatica che avevo fatto per non far tornare f. a casa, non potevo far altro che avanzare contro l’orda di barbari, anzi farne pure parte.
Sono andata diretta a cercare dvd, nel megastore situato all’interno.
Un paio di film dell’orrore e una sorpresa: il 30% su tutti i libri
Che la festa cominci”, stava lì e mi sono fatta tentare.
E’ un libro assurdo, surreale, scemo, ma, a parer mio molto divertente.
Uno scrittore megalomane e una setta satanista di sfigati, si ritrovano tutti alla festa dell’anno, tra il lusso e il cattivo gusto che di più non si può, si muove tutta l’italia che conta, invitata all’evento creato dall’immobiliarista che viene dal nulla.
Nell’incredibile (e assolutamente allucinante) sarabanda di accadimenti, ho ritrovato personaggi reali, neppure troppo nascosti.
Non sarà il libro che vi rivelerà in che gran pasticcio stiamo, o che vi farà riflettere, ma sicuramente vi farà divertire, e di questi tempi a me non sembra poco.

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