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Quando ci stanno i cazzi, quelli veri, quelli da cagare, quelli che in genere tutti ti dicono, “guarda che son qua… se hai bisogno… “
Quando in genere quei tutti sanno che potrebbero far qualcosa solo se avessero una qualsivoglia esperienza di come muoversi nei meandri della burocrazia, o se – come funziona in questo meraviglioso paese – conoscessero qualcuno che avesse esperienza e sapesse come aggirare sta merda di burocrazia, o se avessero una mastercard da metterti a disposizione.
Perché come si sa, i soldi non sono tutto, ma aiutano e in questi casi, oh cazzo, come aiuterebbero.
Il resto è tutto assolutamente inutile.
E se mi domandi “come stai, come stai tu?” per entrare in contatto sai di essere un maledetto ipocrita, perché come sto te l’ho appena finito di raccontare, punto per punto, e ti ho appena detto che mi sta esplodendo la testa, e sei tu invece che mi devi spiegare cosa intendi per star male.
Perché se per star male intendi che io stia sbavando, sdraiata per terra con gli occhi rovesciati,  beh, sì allora hai ragione tu: male non sto.
Non ho tempo da perdere con discorsi triti e ritriti, e siccome la veggente che è in me è sempre vigile anche in momenti di merda come questi, sai benissimo che so tutto, e che se c’è una cosa che non sopporto è quella di essere messa in mezzo, con piccole bugie, cose non dette, mezze frasi fatte scivolare giù, quelle che poi puoi sempre dire “ma guarda… te l’avevo detto”.
Sto tagliando il mondo fuori da me, e me ne rendo conto, ma sono tornata ad essere quella di un po’ di anni fa.
Sono tornata ad essere quella che non si lascia più suggerire “lascia loro uno spiraglio, forse non è così come appare, magari dentro son diversi”.
Ho smesso.
Son tornata a fidarmi del primo sguardo, che quello non mi ha fatto sbagliare mai.
E tu continua pure a dirmi che sono esagerata, che non posso giudicare al primo sguardo, che devo dare una seconda possibilità.
Io non giudico. Io ti sego subito. Che vuol dire che di possibilità non te ne do, e così nemmeno te ne levo, la facciamo finita subito. Adesso prima di cominciare.
Ho conosciuto tante persone, troppe direi dal 2001, dal nuovo corso della mia vita, dalla mia ondata di buonismo, e guarda caso con quasi tutte queste persone ho chiuso.
Strano vero?
Sarò io che sono una grande testa di cazzo o saranno le persone con le quali ho stretto rapporti che sono superficiali, infarcite di bugie da propinarti e condite di menefreghismo?
Perché io mi chiedo come mai ho chiuso con tanta gente, ma mi chiedo anche come mai, i miei rapporti veri, quelli lunghi trent’anni e più siano ancora tutti lì, saldi come rocce.
Puo’ anche darsi che la verità sia che io invece di essere solo una grande testa di cazzo sia una grandissima grande testa di cazzo, ma quello che è certo è che se foste tutti un pochino più sinceri, mi rendereste la vita più semplice.
 
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