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Ho letto Il commissario Pepe (Ugo Facco de Lagarda, Editore Giano, CollanaNerogiano).
Non sapevo neppure che esistesse.
Il commissario Pepe per me è sempre e solo stato un film di Scola del 1969.
Un film della mia infanzia o prima giovinezza, insomma.
Pensavo che il soggetto fosse un soggetto originale e non tratto da un romanzo, così quando l’ho visto da Feltrinelli l’ho subito acquistato.
Non parlo della trama (digitando in rete la trovate ovunque).
E’ un libro di 127 pagine, stampato a grossi caratteri: si legge in un amen.
Una bella scrittura, asciutta, che va dritta all’essenziale.
Ci narra i fatti, usando i  personaggi, ma non arriva al cuore.
La sceneggiatura del film di Ettore Scola e Ruggero Maccari è qualcosa di più della storia raccontata nel libro.
Saranno i bei dialoghi che nel libro sono quasi inesistenti (le confidenze che il Commissario riesce a strappare a i concittadini sono lunghi monologhi), oppure certi personaggi che nel film sono determinanti e nel libro appena abbozzati, (come il barbone sulla motoretta che gira per la città cantandole a tutti).
Film a libro 1 – 0.
Ho letto “La fiamma del peccato” James M. Cain e gli sceneggiatori del film che sono Billy Wilder e Raymond Chandler, non si sono discostati molto dal testo originale: gli ambienti, i personaggi erano così minuziosamente descritti che vivevano già di vita propria.
Film a libro 1 – 1.
I non conformisti di Richard Yates è un libro che ho riletto da poco.
Un altro di quei libri ri-comprati perché ri-trovati sulle bancarelle e dei quali le prime edizioni sono a pezzi (letterale, che i Garzanti per tutti, quando si sfogliano, già da nuovi, ma soprattutto oggi, con la colla che si è seccata, si dividono in tanti capitoli…).
Il titolo originale de I non conformisti è Revolutionary Road, adesso magari a qualcuno comincia a dire qualcosa.
A me non diceva nulla sino a che l’altro giorno ho visto in rete che è un film uscito in Italia nel gennaio del 2009 con Di Caprio.
Dicevo l’ho riletto e non lo ricordavo (io leggo e dimentico).
Già nella prima parte mi sono trovata con un senso di fastidio nei confronti del comportamento dei due personaggi: raccontando di questa lettura ad f., ho detto “sai quando inizi a litigare e vai avanti e non ai come sei arrivato in quel punto ma oramai è troppo tardi per tornare indietro”. Lui ha detto di no, che non lo sa, ma io sapevo esattamente di cosa stavo parlando.
E’ il ritratto americano di un matrimonio. E delle due persone che hanno stipulato, questo contratto, un po’ forzato. Molto americano.
Oggi forse, un po’ piu’ “globale” ma nel 1955, molto americano. e non sono riuscita ad intravedere nulla di April e Frank  Wheeler.
Non ho visto il film, e non lo vedrò, sarà sicuramente bellissimo, emozionante e i protagonisti bellissimi e bravissimi ma guardando il trailer non sono riuscita ad intravedere nulla di April e Frank  Wheeler, delle atmosfere, delle case, degli interni, dei vestiti, dei movimenti, delle pettinature, delle musiche (che si possono immaginare leggendo),
Nulla: un’altra storia: patinata, glamour, fashion, ma di una noia mortale.
Nel libro, ti incazzi, stai male, non sei d’accordo, li vorresti morti, loro e tutti i loro amici, li compiangi, li invidi, ma non ti annoi mai.
Film a libro (azzardo): 0 – 1.
 
Girando in rete cercando Il Commissario Pepe ho trovato questo sito curioso.
 
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