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Nel luglio del 2008 ho stipulato un contratto con una ditta che gestisce l’erogazione sia del gas che dell’energia elettrica.
Le condizioni non erano vantaggiosissime ma facevano risparmiare qualche euro e il pensiero di togliere il monopolio ai vecchi gestori storici mi pareva cosa saggia e giusta.
La persona con la quale firmo il contratto mi lascia il suo nome e un numero di telefono fisso.
A ottobre mi arriva un lettera dal nuovo gestore, datata 24 settembre nella quale mi si dice, grazie di aver aderito all’offerta tal dei tali, e dal 1 novembre 2008 lei, probabilmente, sarà ufficialmente nostra cliente
A dicembre mi arriva una lettera, del vecchio gestore del gas, nella quale mi si comunica l’avvenuta disdetta, e che dal 1 novembre è il nuovo gestore ad erogarmi il gas; inoltre si dichiara dispiaciuto per questa mia scelta. Si ripromette però, di chiamarmi nei prossimi mesi per propormi alternative (gallina beccami, se si è fatto vivo qualcuno).
Mi rimborsano i miei pochi euri di differenza e ci salutiamo senza rancori.
A quel punto penso di fare una telefonata al numero fisso dell’agente.
Mi risponde una gentile signorina che mi racconta di essere lì ancora per poco, perché presto chiuderanno questa specie di agenzia (che tra l’altro si occupa anche di altre cose che non ricordo quali siano).
Le spiego la rava e la fava, e lei mi dice che cercherà di sapere qualcosa dalla sede.
L’unica cosa che riesco a sapere è che la fornitura gas e energia elettrica non può essere fornita disgiunta, e siccome il vecchio gestore energia elettrica non ha ancora  accettato la disdetta siamo un attimo in alto mare.
Arriviamo a gennaio e la signorina non c’è più.
Passa ancora un po’ di tempo e provo a telefonare alla sede.
Impresa ardua perché non sono ancora in possesso di un numero fornitura e quindi non posso accedere al numero verde, e mi trovo costretta a forzare la centralinista per riuscire a parlare con qualcuno che ne sappia qualcosa.
Siamo a marzo circa quando dopo una lite furibonda con una impiegata che non crede io non possieda ancora un numero fornitura, riesco a sapere che la fornitura dell’energia elettrica mi verrà erogata probabilmente dal 1 maggio 2009.
Esprimo, in francese, qualche perplessità su tutta l’operazione, tanto che la signorina mi dice, dia la disdetta se non le va bene. Io, rispondo che ho sentito parlare della ditta come ditta seria, ma chissà se la sentissero parlare così, cosa ne penserebbero.
La signorina si calma, io mi scuso del francese, e cominciamo a ragionare.
Essendo loro in possesso della lettura del gas dal 1 novembre, la signorina mi chiede la lettura aggiornata per potermi dare una stima della cifra che dovrò pagare e mi promette di parlare con l’ufficio fatturazione gas per rateizzarmi la cifra, che probabilmente sarà alta, dal momento che non pago dal 1 novembre.
La signorina mi comunica anche il mio numero fornitura e mi promette di risentirci presto.
Richiamo io a giugno, prima delle ferie e non riesco a forzare la centralinista: non c’è nessuno, tutti in ferie.
Decido di far passare luglio, anche perché comunque dal vecchio gestore energia elettrica mi continuano ad arrivare bollette da pagare.
Ai primi di agosto arriva la mia prima fattura, sull’intestazione: importo 0, scadenza non indicata.
Leggo i dettagli ma non riesco a capire molto bene, energia elettrica di giugno circa 20 euro, di maggio previsti 7 euro, fornitura gas circa 30 euro, e poi…. e poi uno strano numero a credito.
Ieri chiamo. Ho lasciato passare le due settimane centrali di agosto, e cazzo adesso ho un numero di fornitura quindi posso chiamare il numero verde senza sentirmi mandare affanculo.
Leggiamo assieme la mia fattura e il giovin fanciullo dall’altra parte mi dice:

guardi, ci dev’essere un errore, perché lei risulta essere a credito di

euro 392677127,88.

Adesso io dico, ma ci sarà mai una cosa che a me vada come deve andare?

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