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Che poi l’estate se ne va via in un lampo ed ogni anno che passa appare più corta.
E’ la monotonia della ripresa quella che temo:
– la ripresa delle trasmissioni televisive, quelle giornalistiche, che cercano di vagliare i fatti del giorno, senza quasi mai riuscirci (a parte alcuni rari casi), e che invece inesorabilmente finiscono solo per scandire il passare delle settimane
– la ripresa del traffico cittadino
– il ritorno dell’autunno che porta con se tutti i problemi che abbiamo fatto finta di non vedere per questi mesi durante i quali la testa è entrata in modalità off
– la crisi, che ci assicurano, è passata
– l’influenza, che ci assicurano ci colpirà tutti (ma tranquilli, per un tot c’è il vacino, gli altri fanculo)
– e poi ancora le ronde, gli attacchi agli omosessuali, le vicende personali del premier, la ripresa del campionato di calcio (e guai a chi non si è munito di sky, premium e chissailcazzo per vedersi tutte le partite che verranno trasmesse), il gran ballo dei direttori di giornali, reti e tg che giocano ai quattro cantoni, i terremotati de l’Aquila e le promesse che sono state fatte loro, gli incendi estivi e la solita porzione di vegetazione che da un anno all’altro ci ritroviamo in meno, il toto segretario dei pd, i disoccupati, i precari, i senza casa, gli immigrati, i “respingimenti”,  gli amori dell’estate delle veline, in questo gran calderone che non prevede priorità.
– E per finire un’occhiata distratta all’estero:
uhh le guerre, uhhh gli attentati, uhhh i morti, uhhh, uhhh, uhhh.

Tranquilli, chiudete il giornale e rilassatevi: stasera è serata di coppa.

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