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Sono alla fermata del bus, giovedì o venerdì sera, nella centralissima via xx settembre e mentre guardo se arriva un mezzo utile per tornare a casina mia, incurante dei cartelloni luminosi – bugiardi come certe amiche mie – mi cade l’occhio su due piccioni che stanno scendendo dal marciapiede con un saltino sulle zampette.
Poi mentre uno decide di spiccare un voletto per raggiungere l’altro lato della via, l’altro non ha nessuna fretta e attraversa a piedi, sulle strisce e col semaforo verde. Una volta arrivato sul marciapiedi riprende la strada a fianco all’altro, e insieme risalgono la via, sino a raggiungere un altro attraversamento sempre regolato da strisce pedonali (questa volta di una via  secondaria), che decidono di percorrere a piedi insieme.

Invece, sabato mattina scendo dal bus a Quarto, (sì proprio vicino allo scoglio n.2) e sento dei passi di corsa sul marciapiede. Mi scosto e lascio passare: un corridore del mattino. Subito dopo altri passi, accosto e lascio passare: secondo corridore del mattino, leggermente appesantito e a pochissimi passi dal primo. E  poi sento uno strano rumore dietro di me e se non mi sbaglio sono proprio unghiette sull’asfalto del marciapiede: mi scosto ed ecco un piccolissimo botolo bianco e nero, dalle zampette cortissime e la lingua lunghissima che insegue i due.

Lo so niente di che, ma a me ste due scenette mi hanno fatto sorridere, e poi… se siete in grado, fatelo: trovate voi qualcosa da raccontare in questo agosto cittadino dove si boccheggia e non succede una minchia di niente.

E non dite che i piccioni vi fanno veramente, ma veramente proprio tanto schifo, che non siete per niente originali.

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