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Pensavo che il fatto che sui blog non ci giri più una cippa di nessuno porta dei vantaggi.
Quest’anno non dovrò fare quel post strappacuore “vado, ma torno, state tranquilli, sono in vacanza”.
Oppure non ci sarà l’ansia di dover aggiornare il blog, che pare brutto lasciarlo lì a languire, visto che languono per l’80%.
Continua a dispiacermi questo abbandono. O forse manca solo la curiosità dei primi tempi chissà.
O forse la mia vita è sciatta e sciapa come la Pina di Fantozzi, e in realtà sono io che non ho più storie da raccontare.
Inverno pesante, primavera ciancicata, si spera in questo inizio estate, che se non fosse altro che per i colori del cielo e del mare, tantissimo sta dando.
Guardare fuori dalle finestre, anche chiuse, apre il cuore: il verde delle colline attorno alla città si staglia nel blu del cielo.
I forti, il santuario della Madonna del Monte, il Righi, e laggiù, dopo il mare, Savona, con dietro i monti.
Ogni tanto un gabbiano alto come un bambino di tre anni, si ferma su un tetto.
L’altra sera, sono venuta via dal mare, dopo che un rondone contento mi ha cagato in testa.
Erano le “… 18, 50 “
Io: “Ma cosa stai dicendo? Saranno le 19,50!”
A: “Sì, ma non lo sai che lui viaggia con l’ora solare?”
Io: “Ma sei fulminato, e cosa te ne fai?”
P: “Scusa, non lo sai che chi vive a contatto con la natuRa, va con l’ora solaRe”
Io: “Sì, ho capito, potrei capire chi sta  in mare tutto il giorno o chi fa  il contadino, ma tu, cazzo stai in mare due ore e il resto della giornata lo passi in farmacia…”

P: “… Eh, sì, infatti devo staRe attento, l’altRo gioRno, sono aRRivato un’ora dopo…”

(non c’entra un cazzo, ma fa tanto estate)

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