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F grande.
Stai tranquillo. Lo so che un po’ mi pensi, anche se hai da fare e sei incasinato, come dici tu, pieno di cose, ma incasinato anche nell’organizzazione della tua vita. 
In fondo se in tutti questi anni alla fine ci siamo sempre sentiti un motivo ci sarà.
Ci vedremo presto. Tu avrai finito il tuo giro di presentazioni e io avrò letto il tuo libro.
Se tu non riuscirai, verrò io a trovarti in riva al mare.
Devo chiederti trentacinque anni di cose.

C.

La tua mail ieri mi ha veramente commosso.
Tranquillo, non ho nessun amante.
L’ho raccontato a f. e mi ha chiesto se eri preoccupato “un po’ sì, penso” ho risposto.
E poi scusa, se avevo un amante lo scrivevo sul blog, dove mi leggono random f., i miei amici, gli amici dei miei amici e gli amici di f.? e dai su… non è serio…
e soprattutto secondo te quando potrei trovare il tempo per un amante che stamattina alla 9 meno dieci aveva già timbrato il cartellino la mia prima paziente occasionale che in 20 metri mi ha aggiornato sull’inverno appena trascorso e vomitato addosso un anno di sfighe?

F piccolo.
Secondo me eravamo bellissimi a cavalcioni sul muretto con la birra e le patatine.
Io sgammurriata come al solito, tu elegantissimo con il tuo completo ineccepibile.

E che bel posticino hai trovato per cenare.
Ti ho detto “mhh, pare proprio uno di quei locali dove vanno gli amanti clandestini, il mare fuori stagione, un vuoto che non ti dico, terrazza con vista spiaggia e piscina sotto a strapiombo”. Ti sei messo a ridere quando il cameriere ha portato la candela accesa  dicendo diamo un tocco di romanticheria e io gli ho urlato dietro
guardi che è mio figlio.

Tre uomini che fanno parte della mia vita.

Tre uomini così lontani eppure cosi presenti.
Condivisioni, insegnamenti, risate.
Amici.
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