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C’è la milano degli anni 60 raccontata da Scerbanenco, con Duca Lamberti come protagonista.
C’è la milano del Maresciallo Binda – quella degli anni 80 – raccontata da Colaprico e Valpreda.
C’è la milano di oggi, raccontata da Biondillo, che da voce a Ferraro, il poliziotto di Quarto Oggiaro,
C’è la milano fantasiosa di Lazzaro Santandrea, raccontata da Pinketts.
C’è un’altra milano degli anni 80, raccontata oggi da Hans Tuzzi che da voce al commissario Melis (che sto leggendo in questi giorni).
In tutte queste milano ci sono i milanesi: il giornalaio, le portinaie, le mogli, le vicine di casa, l’oste, il barista, un mondo fatto di persone vere.
Parlano tutti milanese e ricordano – ognuno nel proprio tempo – quello che di milano hanno amato e che non c’e’ più.
C’e’ stata anche una milano da bere, ma quella qualcuno se l’è mangiata.
Quella che vorrei non ci fosse è la milano di certi spiritosoni vestiti di verde.

La morte segue i magi, Hans Tuzzi, Bollati Boringhieri

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