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Che si stia un po’ così, come d’autunno sugli alberi le foglie, mi sa che sia cosa risaputa, non solo, ma pure condivisa da molti; che poi sia colpa del fatto che non ci sono più le mezze stagioni e quindi uno pensi di essere in autunno mentre si sta in primavera inoltrata; o che solo il fatto che pensi di essere, ma in realtà non sia; o ancora non ci è e neppure ci fa, che già per farci è necessario averci pensato.

Arrivati a questo punto di siffatto chiarissimo preambolo, che già la dice lunga (e vai con le frasi fatte) sullo stato di salute mentale, diciamo

che…
 
… vorrei andare, ma sarebbe meglio che no (che l’unico posto dove potrei andare è a fare in culo);
… cazzo ti chiamo a fare, che poi mi dici “chiamami domani, ma chiamami, mi raccomando” e io mentre ti sto a sentire già mi sono pentita, che tanto non cambi mai;
… passando col treno e vedendo la strada di Borzoli, mi viene in mente quel sabato che siamo andati a cercare i costumi a Sestri P., e mi viene prima il magone e poi l’idea che quello forse è stato il giorno in cui tu hai messo giù il semino per far precipitare tutto;
… che un ricordo ne porta un altro e mi vedo a Varazze con tutti voi, a girarmi la maglia messa al contrario nel portone, che devo parlare con la rappresentante dei commercianti e sai che figura ci faccio;
… ho sbagliato a valutare tutto, e dire che ero partita con un’idea e poi c’è sempre chi ti dice “non puoi farti un’dea di una persona appena apre bocca, devi dare modo…” e quando io do modo, quella – il modo lo trova – ma di mettermelo nel culo;
… se sono seduta vorrei essere in piedi, se sono al mare in centro, se sono in casa fuori.
… a me delle faccende private (che poi private non sono) di chicchessia, non me ne fotte una beata mazza, ma se sto così è anche colpa sua e di tutti i suoi amichetti e amichette, che me li sogno anche di notte, con le loro facce tirate e mi sento soffocare da baci e colpi di tette, e poi è risaputo: per noi della sinistra (ho detto sinistra, non centro sinistra) è sempre colpa sua.
Per adesso, direi, che basta… e avanza.

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