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Piove dalle nuvole sparse…
Piove, piove sul nostro amor…
Scende la pioggia…
La pioggia non esiste…
Cade la pioggia…
Prima della pioggia…


Ieri sono andata al cinema.
In sala allo spettacolo delle 16 c’eravamo in 11: li ho contati, non è stato difficile.

Il film era Houdini, l’ultimo mago. Non mi sono addormentata uno, perché in così pochi avrebbero subito individuato da dove arrivava il russare, e due, perchè volevo vedere come andava a finire.
Nel senso che uno spera sempre che si vada a finire da qualche parte e invece…
Houdini arriva a Edimburgo per una tappa del suo spettacolo. Ha promesso 10000 dollari a chi gli dirà le ultime parole che la sua mamma ha pronunciato prima di morire.
Ad Edimburgo vive una coppia di donne che vive d’espedienti: una fica spaziale imbrogliona e la figlia che da piccola aveva qualche proprietà medianica, ma adesso gli è passata.
La fica spaziale decide di vincere i 10000 dollari, cerca qualche notizia e si presenta da Houdini per dirgli che accetta la sfida. Lui con il suo sguardo da pesce lesso appena la vede si innamora. Capisce che lei è un’imbrogliona ma accetta. Il manager di lui  e la figlia di lei sperano che non si accasino (il manager perché Houdini è già ammogliato e con l’amante per le palle conclude un cazzo di niente, la bambina perché gli girano le balle che la madre abbia un’altra persona a cui pensare).
Il manager racconta alla fica come far capitolare Houdini, ma lei non sfrutta l’occasione. Alla bambina vengono le convulsioni e svela l’arcano. Houdini e la fica si raccontano che lui sapeva che lei sapeva e trombano tutta notte. Lui poi parte per Montreal e proprio lì si fa spappolare lo stomaco da un pugno che gli ammolla un tipo dai capelli rossi. La bambina che aveva visto in sogno una donna coi capelli rossi pensa che le siano tornate le doti. La fica e la bambina apprendono al cine giornale della triste fine di Houdini, la bambina dice “dimmi che non è vero, dimmi che non è vero” piangono molto e partono i titoli di coda.

Io vorrei tanto sapere perché continuo ad andare al cinema.
Ci vado poco eh, per la verità ma sempre troppo per non incazzarmi.
Credo di andarci perché mi piace entrare in sala, scegliermi il posto centrale, sedermi e sparire nella poltrona e pensare per una decina di minuti prima dell’inizio del film quanto era bello andare al cinema una volta.
Quando alla cassa dei cinema c’erano le caramelle.
Quando il cinema era invaso da una nuvola azzurra di fumo che saliva verso lo schermo.
Quando vedevi film destinati a restarti negli occhi per tanto e tanto tempo.

Mi è venuto in mente perchè ci vado: perchè
piove.

Just singin’, singin’ in the rain…

* nella foto quello che avrei dovuto fare ieri, invece che spendere 7 euro e 50.

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