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Odio sentir piangere le donne.
Odio sentirle piangere qualsiasi età abbiano.
Odio sentirle singhiozzare per amore.
Odio sapere che esistono persone capaci di far soffrire per il solo gusto di saperlo fare.
Odio sapere che queste persone non sono nessuno e si inventano di essere qualcuno per poter credere loro stessi di essere.
Odio queste spregevoli
sirene incantatrici.
Odio queste persone che sanno giocare tanto bene con le parole.
Odio queste persone che prendono tempo rubando quello altrui.
Odio queste persone che mentono scientemente.
Odio queste persone che si nascondono dietro ad una tastiera.
Odio queste persone che si registrano con mille nomi diversi e vivono tra le maglie della rete.
Odio queste persone che, incapaci di vivere una vita normale, ne inventano una speciale.
Odio queste persone doppie, trine.
Odio sentir piangere le donne, che mi raccontano sempre la stessa storia:

“Io per lui ero…, non me lo aveva mai detto nessuno” “Io, per la prima volta mi sono sentita importante” “Io su di lui ho investito tutto” “Io per lui avrei fatto qualsiasi cosa” “Io gli ho creduto” “Io adesso devo ricominciare, e con che forza lo faccio…”

Lo so che esistono anche casi in cui le persone si sono incontrate, conosciute, sposate, hanno figliato. Ne conosco anche io. Ma queste non fanno parte della categoria della quale parlo io.
Quelli di cui parlo io, sono figli di puttana a prescindere, solo che, nascosti dietro a un monitor, danno il meglio di loro stessi.

Lo so che la noia fa pare passi falsi. Lo so che un messaggio, una voce, una mail tiene vivi.
Lo so che pensare di essere speciale per qualcuno, fa sentire importanti per davvero.
Lo so che pensare di essere amate ed apprezzate per quello che si scrive e non solo per il fisico fa credere di essere veramente capite, ma so anche che esistono (e sono molte) persone che si sentono importanti solo facendo muovere gli altri come vogliono. Persone anche, a modo loro, intelligenti che sanno leggere tra le righe e sanno costruire personaggi su misura: on demand.
So anche che chi non riesce a immaginare che esistano persone simili trovi assurde queste parole.
Alcuni leggendo possono pensare sia questo uno sfogo isterico di una persona che ha avuto a che fare con qualcuno che si sia comportato male e pensi che tutti siano fatti allo stesso modo.
Non è così.
Queste parole sono sì, frutto di esperienza, ma purtroppo anche di osservazione. Lunga.
Raccolgo il dolore delle donne e so di non poter far nulla per loro.
So anche  che sono parole al vento, perché lei di solito dice “questa volta è diverso: ci amiamo per davvero, non mi sbaglio, lo sento, è amore”.
Vi chiedo amiche mie e semplici conoscenti, non accontentatevi delle parole. Pretendete dei fatti.
L’amore è fatto di gesti, gesti importanti. Non buttate via le vostre vite. Seguite il vostro istinto, non mettetelo a tacere, e soprattutto non manipolatelo: ascoltatevi.
Sono state fatte tante battaglie, e tante se ne dovranno ancora fare, per la parità sul posto di lavoro o per poter dire la propria, ma prima di tutto è necessario il rispetto di chi si è scelto per vivere (non importa se  una settimana, un mese, un anno o la vita) assieme. Non fatevi accecare da vite brillanti: quasi mai lo sono realmente. Non mettete nessuno sul piedistallo, e parlate con altre donne, è importante. Non è una gara, si deve camminare fianco a fianco e se uno dei due resta indietro, sarà l’altro a tirare. Non è importante chi arriva prima, ma dove si arriva. Non c’è gara in una vita a due. In genere è faticosa, a volte persino noiosa, ma buttare via quello che si è costruito (se lo si è costruito) per un gracidare di rane nella pancia, non ne vale la pena. La vita non è facile per nessuno, credo. E’ tutto un arrancare. Ma arrancare in due, non è arrancare due volte: è farlo con la forza di due dividendo la fatica a metà.

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