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Questi tre giorni e un quarto mi sono parsi un’eternità.
Venerdì pomeriggio ho visto la mia amica ennedici.
Che non passavamo qualche ora assieme da sole era dalla notte dei tempi.
E’ bello rivedersi anche con quelle poche ore dalla tua.
Abbiamo passeggiato per corso Italia, poi ci ha raggiunte la pioggia e ci siamo riparate in uno stabilimento balneare – che conosce lei -, di quelli che stanno aperti anche d’inverno.
Di quelli che sanno di buono.
Ai tavoli i soliti noti che giocano a carte, si prendono in giro, si danno appuntamenti, se la raccontano insomma. In genovese.
Il belloccio che prende il sole appena esce, spostandosi in quattro o cinque posizioni diverse, e spogliandosi sempre di più con la persistenza del sole, non è stato un brutto vedere.
Il menu pasquale appeso anche sugli specchi dei bagni, a ricordare a tutti – se lo avessero voluto – che la pasqua si sarebbe potuta trascorrere in compagnia, spendendo pochi euri.
Sabato sono uscita di casa alle 9 e sono rientrata 12 ore dopo.
In giro per la città.
Al mattino al mercato rionale di via Tortosa con Ecuba: molta gente in giro.
Nel centro, la gente andava a zone: non molto per negozi, tante nelle zone turistiche.
Il Porto antico come sempre preso d’assalto. C’erano anche la tigre e gli indiani.
(che uno non ci può credere, se non vede)

                

Oltre al fatto che non me ne cale una cippa degli auguri di buona pasqua, se proprio dovete, potreste simpaticamente mandarli nel pomeriggio?
E soprattutto non aspettatevi una risposta.
E’ stata una giornata grigia e ventosa, che si è poi aggiustata attorno alle 14.
Se a Genova si cerca un panino o un bar il giorno di pasqua non è proprio semplice: santi subito gli stranieri
abbigliamento, cinesi;
alimentari, cinesi e arabi;
parrucchieri, cinesi e africani,
take away, arabi, cinesi.
Solo in sottoripa un paio di ristoranti aperti.
Di bar aperti italiani  tra la zona di Di Negro e il porto antico, credo un paio.
Abbiamo girato un bel po’nell’ora di pranzo per trovare uno zainetto nero leggero, che alle borse non sono abituata e il braccio destro sabato si era allungato di qualche centimetro.
Provvidenziali i cinesi: zainetto senza pretese di imitazioni, pochi soldi, leggerissimo.
Missione compiuta, ritorno a casa ma umore di demonio (sicuramente è stato gesù che mi ha punita).
Eppure sabato ho persino fatto un salto nella chiesa di san siro per dare un’occhiata all’affresco restaurato: a testa in su, si vede san siro che scaccia, o uccide, non so bene, il basilisco che ha  avvelenato l’acqua.
Se un bambino dice che crede ai maghi, si becca uno sberlone, ma se a catechismo gli dicono che san siro fa i miracoli… a beh… vuoi mettere…
Il basilisco, ma pensa te…che sarebbe un animale con la testa di drago, le ali di pipistrello e la coda di serpente: ai cattolici la Rowling gli fa una pippa.
Comunque la chiesa di san siro è da vedere.
E lunedì vai (con il treno) per la consueta visita al mercatino di Ovada.
Giornata bellissima, calda ma non troppo.
Abbiamo camminato tutto il giorno, ci siamo guardati attorno, incontrato amici, e non ci ha neppure rovinato la giornata un pasto orribile consumato nella ridente cittadina posta a 192 metri sul livello del mare.
Ieri sera ho concluso i tre giorni e un quarto con un delizioso servizio del tg2 punto di vista che ci ha raccontato del tribunale delle anime, dove ci fanno sapere che in 8oo anni per la prima volta entra una telecamera.
(e già qui… gradirei essere erudita sulle telecamere del 1200).
Se uccidete qualcuno e vi pentite, il vostro confessore vi può perdonare, ma se vi accadesse per disgrazia di far cadere un’ostia consacrata nel cesso, o doveste abortire, sappiate che solo il tribunale delle anime vi può salvare.
Che l’illuminismo sia con noi.
(e con il nostro spirito).

f. ed io abbiamo gironzolato in lungo e in largo, senza altra meta che non fossero la Fiera del libro e il forno di Vico Casana dove fanno la focaccia buona. E siamo anche tornati sui nostri passi, facendo un salto in sottoripa a comprare qualcosa di buono in uno dei pochi negozi rimasti dall’altra vita: il pizzicagnolo, quello che vende anche lo stocche (che a noi non piace).
Domenica sono stata svegliata da un sms di buona pasqua.

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