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Mancano.
La serenità.
La spensieratezza.
L’avventura.
Un po’ di denaro per la tranquillità.
Un sorriso rilassato.
E mancano emme gi e a.
E il riunirsi attorno ad un tavolo e ridere dell’una o dell’altra, a scelta, anzi a turno.
“Oggi mi tocca”, non si scampa.
E il polpettone, o il cavolo bollito Questo cane non può mangiare solo cavolo, ecco perchè è così magro. Un giorno o l’altro ti denunciamo alla protezione animali.
E le feste in terrazzo, sempre in serate ventose, con i piatti e i bicchieri di carta che volano via.
E le lunghe confessioni sul divano, mentre la Brie, digrigna i denti seduta sulla borsa che ha deciso di difendere dal nemico invisibile.
E il gruppo del ballo, quello dell’estate piena.
E quei momenti, sempre uguali e sempre diversi.
Arrivare al porto e sentire che la musica che arriva, ancora non è quella giusta.
E vedere da lontano Passerotto che ti viene incontro.
E allontanarsi un attimo per andare in solitaria a vedere il mare dall’alto del molo, con la musica in sottofondo, che cazzo, proprio adesso, il pezzo che mi piaceva.
E portobello e la sabbia nei sandali Ma quanto è bello di notte, e il mare che arriva e si ritira sulla sabbia, producendo quel shhhhhhhhh, trascinato che arriva forte nel silenzio della notte.
E il suo odore.
E la colazione all’autogrill di Sestri Levante, con la ragazza dietro al banco ingrugnita e forse anche un po’ preoccupata per chi potrebbe entrare a quest’ora del mattino, visto che dovrebbe cavarsela da sola.
E la seconda colazione a Sturla, con quelli sopravvissuti, nel bar più strano del mondo, quello dove trovi avventori al tavolo col pc portatile alle 5 del mattino, la mamma del barista mummificata dietro il banco e i pensionati già in piedi, con le bermuda e la lacoste immacolata, che profumano di buono, pronti, subito dopo il passaggio all’edicola, pochi metri più avanti, a buttare un’occhiata al pescato del mattino.
E tornare a casa che è giorno, e lasciare A. con il trucco sciolto sul suo viso da bambina, che agita la mano per salutarti entrando nel portone, da quale riuscirà nel giro di un’ora per affrontare questo lunedì lavorativo d’agosto.
E sentire tutti gli uccelli sui rami sotto casa che si danno già da fare.
E manca l’uovo sodo al Ragno Verde, dopo le prove.
E quelle quattro chiacchiere in macchina, sotto casa, che a volte fanno arrivare le tre.
Oh, cazzo, ma è tardissimo! Scappo, ci vediamo.
Manca F., che si è perso per la sua strada.
Mancano i modi bruschi di C. e i scusate il ritardo, mi spiace di T.
E mancano le discussioni, le liti, i festeggiamenti, le prove costumi, le foto scattate.
Mancano i sorrisi e i bronci.

Manca la capacità dello stare insieme, di sopportarsi qualche volta.
Manca riuscire a guardarsi negli occhi e dirsi le cose che si sarebbero volute dire.
Perchè costa. Tutto costa
Quello che non costa, e che non manca mai, è la parola IO.


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