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Nel buio della stanza passano, a una trentina di centimetri o forse anche meno, le immagini.
Scene di film che non interessano.
Se ne guardano alcuni, per capire: capire perché i trentenni li adorino.
Nonostante il minuscolo schermo straripi di figure colorate che sparano, si rotolano, mutilano e si fanno mutilare, e le minuscole cuffiette saturino in stereofonia i padiglioni auricolari, arrivano altri pensieri.
Uno strano tra tutti, impensabile in quel frastuono assordante.
Tellaro e Mario Soldati, e la sua voce tutta arrotata, da “raccontatore”.
E la piazza del paese di Lerici, dove viveva Madì, l’antica castellana la chiamavano.
Era stata per anni la custode dell’ostello.
Una cartolina arrivata dall’altra parte del mondo indirizzata a Madì, Lerici, Italia.
Ce la mostrava con fierezza, la piccola Madì, una mattina di prima estate, assieme a tutta la sua corrispondenza e ai piccoli doni che le avevano inviato negli anni i ragazzi che la ricordavano.
Era minuta, vecchia e bellissima.
E infilò calze lilla in tinta con le scarpe per farsi riprendere dalla televisione.

Sul piccolissimo schermo intanto stanno strappando gli occhi a Johnny Depp.

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