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Alla mostra su Simenon visitata recentemente, ho scoperto che sono stati tratti molti film dai romanzi di Simenon.
Io, nonostante l’amore per Simenon, mi sono resa conto di non averne mai visto nessuno. Molti sono della fine anni 50, primi 60, e forse alcuni neppure mai doppiati in italiano, a parte quelli su Maigret con interprete Jean Gabin e pochi altri.
Per parlare del film che ho visto ieri sera, ho bisogno di un aiuto. E me lo prendo dalla rete, da questa recensione di Valeria Merola che condivido quasi totalmente sul romanzo Il fidanzamento del signor Hire.

Chi lo ha letto, credo si troverà concorde, chi non lo ha letto se ne farà un’idea.
(Cliccando su questo link, qualche pagina, per capire meglio)
Il film, che si intitola in italiano L’insolito caso di Mr. Hire, è di Patrice Leconte , ed è un brutto film.
Non ci si riconosce il romanzo.
I personaggi sono trattati sommariamente, molto diversi dalle minuziose descrizioni dell’autore. Persiste soltanto un’aria greve, ma non si ritrovano le angosce, le perversioni, le manie, le malizie dei protagonisti che danno vita, insieme alle atmosfere, alle storie di Simenon.
Un film, dove la regia è totalmente assente.
L’unica inquadratura significativa è quella della locandina del film, se per farvi male decideste di vederlo, capireste il perché.
Potrebbe essere ambientato in qualsiasi periodo e in qualsiasi luogo.
Non che mi aspettassi un capolavoro, ma un piccolo sforzo, quello sì.
Ne parlo, perché mai come in questo caso, mi sono resa conto quanto si possa massacrare una storia, semplificandola e banalizzandola con le immagini.
Il cinema è un grande mezzo, ma solo nelle mani giuste e attraverso occhi che sanno vedere.
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