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Jackie Brown  di Tarantino non lo avevo mai visto.
E’ un film, leggo in rete, considerato minore.
In realtà l’ho trovato un film godibilissimo, che vira alla commedia.
Non e’ pulp. Forse per questo gli amanti di Tarantino non lo riconoscono come suo.
La struttura della storia, a più punti di vista, è una sorta di “aspetta, cosa e’ successo in quel momento, o cosa ha detto di preciso…?” ed ecco che parte la scena vista con gli occhi di chi la racconta e non solo la parte che il regista ci ha proposto in precedenza, e questo gioco,  a parer mio,  incuriosisce sempre – anche se oggi è realizzato in molti film.
Nel 1997 non era così sfruttata, anche se già usata  nel 1995 da Bryan Singer per I soliti sospetti, (che secondo me è un altro film che va visto, se non lo si è fatto), e dallo stesso Tarantino nel 1994 per Pulp Fiction, anche se in modo più presente: la struttura del film diventa una parte determinante nel raccontare in questo modo frenetico, che tiene incollati per paura di perdersi qualcosa.
E alla fine, uno dice, adesso lo rivedo, così lo metto in ordine.
Io stessa ho pensato più volte di smontarlo e rimontarlo per vedere cosa potrebbe accadere, ma è un’altra di quelle cose che stanno lì nel cassetto.
Inutile che racconti la trama di Jackie Brown che si trova in rete ovunque, basta digitare il titolo.
Notevole a parer mio, anche la colonna sonora.

Segnalazione per chi, come me, a volte – troppe – arriva in ritardo.

 
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