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C’è un treno che arriva a Londra e solo dopo che sono scesi diciamo tutti quelli che potevano scendere, scende pure uno che sta a meta’ tra benigni e il tenente colombo per quanto è sgualcito, stazzonato e stordito, e non ci vuole neppure un nano secondo a capire che è appena uscito da un manicomio (che la legge Basaglia ancora non era passata). Cammina cammina e arriva in un posto che e’ ancora piu’ sgualcito di lui. Parrebbe un pensionato ma, a 1 stella a Milano Marittima d’inverno per quanto non si vede girare anima viva attorno all’edificio. All’interno vivono personaggi non meglio identificati, ma sciroccati di certo. A tenere la pensione la  signora Jole che pare nonna papera rimessa a nuovo, quando va in citta’ con ciccio e con l’auto a fare la spesa per la settimana.
Il tipo stordito va nella sua cameretta disadorna – come la regina di maggiani –  e cerca un nascondiglio per la sua moleskine. Non e’ facile come non è facile nascondere qualcosa nel vuoto assoluto, ma alla fine tra il nulla e il nulla decide di sistemarlo sotto una specie di tappeto lercio, che di sicuro deve aver visto i piedini della regina Vittoria.
Lo stordito non parla con nessuno, che tanto nessuno ha niente da dirgli, a parte un vecchietto che pare più sciroppato di lui. Lui grufola frasi smozzicate, e non si capisce un cazzo, ma non è l’audio rovinato, è proprio così.
Lo stordito comincia a pensare a quando era bambino, stordito come è adesso, solo più brutto. Pensa alla sua mamma, che lo chiamava spider perché giocava sempre con le corde.
La mamma tiene le corna e non è contenta. Il papà ha la faccia di Cristoforo Colombo nello sceneggiato rai, e si comporta come la maggior parte degli uomini nei film di Ken Loach: va al pub, a puttane e si scazza quando la moglie gli chiede dove vai.
Lo stordito comincia a seguire se stesso piccolo e si suggerisce pure le battute.
Una sera che la mamma lo manda a cercare il papà, una mignotta gli fa vedere una grande tetta e lui da quella sera va fuori di melone.
Una sera la mamma e il papà escono insieme e il papà bacia la mamma nell’orto, ma a lui non va bene nemmeno questo.
Una bella sera il papà tromba con la mignotta in una baracca e la mamma  – che dopo averlo cercato al pub, conosce bene i suoi polli e lo va a cercare anche lì, dopo averlo  trovato a  giocare a hop hop cavallino con la mignotta –  si becca una vangata nella testa dal papà e muore.
Il papà la seppellisce davanti alla baracca e torna a casa felice con la mignotta.
Mentro lo stordito grande annota tutto grufolando sulla sua moleskine, lo stordito bambino pensa di uccidere la mignotta con il gas, e ci riesce. Il papa’ si incazza, anche perchè non è la mignotta ma la mamma dello stordito piccolo.
Nel frattempo lo stordito grande pensa di aver riconosciuto nella signora della pensione Jole la mignotta, e cerca di ammazzare pure lei.
Torna dritto dritto da dove era appena uscito senza neppure passare a ritirare le ventimila lire.
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