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E’ un bel dire “ho fatto tutto”, “non e’ colpa mia”, “oggi e’ un nuovo giorno, quello del da oggi si cambia”.
Dentro il senso di colpa consuma, alimentato da una piega della bocca, un sussurro, un no.
Vabbeh. Ciavvevo bisogno di dirlo.

Adesso vi parlo di film, ma sia chiaro non voglio mettermi a fare concorrenza a Yzma, che e’ un genio nel raccontare le trame, e un po’ meno genio, perche’ si fa trascinare (dice lei) a vedere i film piu’ brutti che escono nelle sale.
E poi io vi parlo sempre di film vecchissimi.
Ho visto Il caso” Venere privata" , una cagata pazzesca, figlio di una produzione italo-francese, ma sono contenta di averlo trovato e di averlo visto,  che e’ tratto, se pur in modo consolatorio, dal primo romanzo di Scerbanenco, che vede protagonista Duca Lamberti, il medico radiato dall’albo per aver praticato una iniezione a una povera signora che in ospedale aveva perso la voglia di vivere, sentendo dire al primario che cosa ci stava a fare li’, che era estate, che lui doveva andare in ferie e che tanto non c’era piu’ niente da fare.
Dico in modo consolatorio, perche’ anche se non lo ricordo benissimo, quello che ricordo e’ che la ragazza, la sociologa che la dava anche, Livia qualcosa, Ussaro, mi pare,  facendo da esca viene tutta tagliuzzata in viso tanto da dover sostenere piu’ di una plastica. Diventera’ negli altri romanzi, la donna di Duca Lamberti (con senso di colpa per averle fatto fare l’esca). Nel film, arrivano i nostri al momento giusto e vanno via tutti sorridenti sulla macchina decapottabile, per le strade di una Milano tanto diversa da oggi. Il film e’ del 1970. La prima ragazza che compare, ancora prima dei titoli di testa – che muore subito, appena dopo i titoli di testa – commessa di grande magazzino, con voglia di far soldi facili, e’ Raffaella Carra’, che va per farsi fare le foto, si spaventa, poi si vergogna; pero’ si fa pagare, e mentre quello va di la’ a prendere i soldi, lei si imbosca il rullino. E per lo stesso verra’ uccisa. Nel film si tratta di una sorta di maniaco, che ritrae le donne con la macchina fotografica, mentre con l’altra muove un rasoio, per immortalarle nel momento del terrore. Non sta in piedi. Nel romanzo mi pare ci fosse un’organizzazione che mastruzzava in tratta delle bianche.
Poi ho visto In corsa col diavolo, di Jack Starrett, (del quale non conosco assolutamente altro suo film, ma che ho letto, era anche attore) che secondo me e’ un bel film. La morale del film e’ che se gli uomini non si soffermassero a guardare le donne nude, si eviterebbero dei bei casini, e se le donne non urlassero tanto, forse la sfangherebbero.
A parte le stronzate, e’ un bel film del 1975, dove e’ mescolata la tensione per la paura vera, e la situazione assurda venutasi a creare per aver assistito a un rito satanico nell quale, non solo sono invischiati tutti gli abitanti del paese, compreso lo sceriffo incaricato delle indagini, ma tutte le persone per miglia e miglia.
L’incubo al quale non si scappa insomma.
Ho finito di leggere il secondo libro di Biondillo, Con la morte nel cuore, che non mi e’ piaciuto per niente, e sto leggendo Meglio morti. Una bella storia nera, la  sparizione di alcune ragazzine, un ritrovamento, un omicidio, tutto nella sardegna di Marcello Fois.

Ho letto anche qualche favola da un buffo volume edito da Il Melangolo: Dopo le favole di Ljudmilla Petrusevskaja. Favole assurde e bellissime. Pare che la signora avesse cominciato a scriverle per le figlie prima di pubblicarle. E ho cominciato pure Il lato selvatico del tempo , dell’antropologo Marco Aime, che ha fatto un viaggio nelle montagne piemontesi, per raccogliere storie di masche.

Ho letto che il mitico Shulz, disegnando Schroeder al piano, mettesse pezzi di partitura veri. Io mi sono commossa: l’ho trovato molto carino. Piovani, su Repubblica, ha detto che lui se ne era accorto da mo’, e ha anche detto in soldoni che aveva fatto bene Shulz a farlo, che faceva prima e cosi’ non disegnava stronzate.

Ieri non sono andata alla mitica fiera di Sant’Agata che e’ da ieri che faunfreddodacani, piovechediolamanda e da ieri sera sulle alture nevica.

Qui, un po’ di fotine da fea de santaga’

Bon, per oggi direi che basta cosi’.

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