Tag

, ,

Tra natale e capodanno sono andata a pagare la mia rata semestrale del mutuo della loro casa. Infatti non ho mai capito perche’ ho dovuto pagare l’Ici per anni  visto che la casa e’ la loro. Il mutuo della loro casa lo pago nella loro banca che non e’ quella dove sono cliente abituale (ah ah ah, cliente…!!!).
Da un po’ di anni non mandano per tempo il foglio con l’importo.
F. sostiene che sia cosi’ noi magari ce lo dimentichiamo e loro si tengono la loro casa.
Ho cercato a casa per ore nelle carte in perfetto ordine (ah ah ah!) l’importo del primo semestre (loro – i padroni della mia casa – mi hanno giurato che gli importi della rata sono uguali  per l’anno in corso).
A giugno, per esempio, son cazzi da cagare.
Dopo 50 persone arriva il mio turno e la cassiera non e’ contenta che io non abbia con me il loro foglio per pagare la loro casa. Io le dico che me lo hanno detto loro di far cosi’. Lei digita qualcosa e io per magia appaio, e lei dice “si’, la rata e’ uguale!”. Fantastico e sino a qui ci siamo. Verso l’importo (rigorosamente in contanti), perche’ da mo’ non accettano piu’ assegni, ma solo contanti o assegni circolari, ma alla mia banca, quella dove sono cliente (ah ah ah!) hanno bisogno di qualche giorno e io aspetto sempre con fiducia che mi arrivi il foglio per posta. Quindi, vado alla mia banca, prendo i miei contanti e vado alla loro banca. Poi finito il salasso chiedo alle informazioni dove posso andare a parlare della futura estinzione del mio mutuo per la loro casa. Mi danno le indicazioni e io vado. Arrivo al piano: un corridoio con tante porte chiuse. Busso a una porta dove c’e’scritto MUTUI. Mi apre un signore, mi guarda come a dire “ma come fa lei ad essere qui?”, "ho preso l’ascensore’ penso, e chiedo. Lui mi manda nel corridoio tre porte piu’ avanti. Altra porta chiusa. Busso. Nessuna risposta. Allora giro la maniglia e mi affaccio timidamente: 10 capi si alzano, 20 occhi mi guardano e 10 capi si riabbassano. Mi sento una merda. E anche trasparente. Una merda trasparente. Aspetto sino a che una signora dice al collega davanti a lei ”guarda, – il teletrasporto ha materializzato – una signora”. Il signore fa cenno di avvicinarmi. Io formulo la mia domanda, il signore risponde. Tanto che ci sono, gli chiedo – come faccio tutti gli anni – come mai non arrivi piu’ il foglio per tempo: la risposta e’ sempre la stessa ”eppure, le lettere le abbiamo spedite il…"“…10!” dico io”, poi aggiunge, "se vuole, controllo l’indirizzo", e io come da copione ripeto “guardi che arriva ai primi di gennaio e ai primi di luglio, quindi e’ giusto”. Poi, per due motivi: il primo che tanto e’ inutile infierire, il secondo che il signore comunque e’ molto cortese, ringrazio e saluto. Devo essere sorda, perche’ non sento nessun buongiorno dal resto della stanza. Frustrata – nella mia trasparenza color merda – mi avvio verso l’uscita e solo in quel momento mi accorgo che c’e’un  tavolo con panettoni aperti, cioccolatini, torroni, frutta secca, bottiglie di spumante.
Ecco, stronza che sono.
Io sono in ferie, e penso: e a questi poveri bancari muti, qui, a faticare, a tirar su la testa, tutte le volte che entra una persona, gliela volevi negare una festicciola alla Fantozzi?

musica

Annunci