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“Tra poco e’ natale!”
Cosi’, te lo dicono con il punto esclamativo.
Ma che cazzo ce ne frega mi domando col punto interrogativo.
“Manca poco meno di un mese a Natale!”
E ancora sto punto esclamativo.
Ma perche’ dobbiamo avere la vita scandita da eventi, punto interrogativo.
La nostra vita e’ regolata da ricorrenze religiose, mondane, consumistiche e versamenti:
ici (una di meno);
il ponte dell’immacolata, che si aprono gli impianti;
sant’ambrogio che le sciure tirano fuori dalla naftalina le pelliccie e che anche se non vivi a Milano, te lo menano tanto con l’apertura della scala che e’ come se ambrogio fosse diventato un tuo parente;
natale, l’alberoilpresepeiregalilafamiglialarotturadicoglioniinfinita, ma non lo dice nessuno che non fa fino;
la rata del mutuo;
capodanno, domanda di rito, cosa fai per, e se non rispondi subito senza pensarci su, che hai almeno 6 inviti ma ancora non sai cosa fare, deciderai all’ultimo, sei uno sfigato di merda;
carnevale, da cosa ti mascheri;
pasqua, speriamo non piova, almeno quest’anno che in genere il lunedi’ dell’angelo fa sempre brutto;
730, 740, unico o che cazzo e’;
iva da versare trimestrale;
la rata del mutuo;
ici (una di meno);
ferragosto (madonna di qualche cosa);
ferie, dove vai, madonna sono due anni che non vado in ferie, non vedo l’ora che sia…
e poi in loop di seguito.
Noi in Liguria, abbiamo anche il festival di sanremo e il salone nautico.
Pare proprio che non riusciamo a vivere pensando (o che ci facciano pensare) che abbiamo qualcosa da fare domani.
Come se la nostra vita vissuta giornalmente non ci bastasse.
Come a dire una scadenza ti allunga la vita.
Sono stata a Milano.
Ho visto due cose orrende: trendissime e fashionissime.
Un locale di merda, dove i camerieri guidati da un merdosissimo buttadentro con auricolare, sono venuti 4 volte nel giro di un quarto d’ora a portarti via i bicchieri ancora pieni, e un negozio per bambini con modelle stile gemelle di Shining.
Mi sono avvicinata all’ingresso: dagli altoparlanti usciva (ancora) questa nenia.
Su un’ora e 35 di viaggio in treno sono riuscita ad arrivare con 23 minuti di ritardo.
In piu’, il mio posto prenotato non esisteva.
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