Tag

, , , ,

Continua la mia grande caccia in rete ai sopravvissuti del blog, feriti non gravi – mi auguro – vittime di fb.
Innegabile che sui blog giri poca gente. E che si scriva meno.
Ma quello che piu’ mi deprime e’ la mancanza dei commenti.
E la qualita’degli stessi.
Sostengo dal primo momento che ho aperto il blog, che il commento sia il ritorno che se ne ha di quel che si scrive. L’accettazione o lo scontento.
Altrimenti si tiene il diario con il lucchetto o ci si apre un sito per scrivere le proprie memorie.
I commenti sono parte integrante del blog: importanti non per il numero, ma per l’intelligenza, l’ironia, la traccia che lasciano, il valore che danno al post stesso.
Se comunque oltre a essere sparuti, sono “un saluto… sono di corsa”, “per ora ti bacio… leggo dopo”, ecco il blog ce l’ha nel culo.
Dopo aver passato in rassegna
i blog con i commenti bacio bacio e miciu miciu;
i blog con le risposte ad uno ad uno ai propri commentatori da parte del blogger scrivente al fine di incrementare il numero dei commenti;
i blog mi voglio suicidare;
i blog devo dimagrire;
i blog mio marito cia’ l’amante e l’amante cia’ il blog;
i blog saro’ mamma;
i blog ve la voglio dare ad ogni costo;
i blog la vorrei ad ogni costo, ma faccio finta che no, arrivate ai
pippaioli della letteratura, e cioe’ coloro i quali scrivono dei gran bei pezzi, ma nei loro commenti trovate sempre la lettura critica, quella che ha preso il posto del dibattito al cineforum, perche’ ci si ricordi bene, non fa fino scrivere “gran bel pezzo” e motivarlo, ma per dare l’idea del commentatore competente, bisogna scavare nelle intenzioni dello scrivente e possibilmente dare anche consigli sulla durata, sulla giustezza del corpo, e anche magari, su quello che avrebbe dovuto bere lo scrivente al momento della stesura del suo pezzullo: un negrosky invece che un bloody mary, sarebbe servito a dare piu’ brio e a togliere quella punta di acido, e voi essere umano possessore di blog di serie b, che avete letto il pezzo e state per scrivere un commento, non vi resta altro dopo aver letto “grazie” “prego” “ non c’e’ di che” “potevi far meglio” “col tuo aiuto, sara’ per la prossima volta”, chiudere con un click, biascicare un maffanculo tra le labbra e passare sul blog delle torte di nonna papera*.
Continua la mia caccia e mi imbatto in questo post e poi anche in questo, e mi sembrano due bei post sull’argomento.
La cosa che non capisco (che sia chiaro, non e’ la sola)  e’ il perche’ lo si critichi se e’ cosi’ coinvolgente da non poterne fare a meno.
Io non voglio nemmeno sapere cosa sia, come funzioni, a cosa serva.
Non mi interessa.
Mi dispiace solo che abbia allontanato le persone dai blog, che erano comunque un punto di incontro e di discussione.
Mi rendo conto che sono lontani i tempi in cui mi divertivo a cazzeggiare su un post facendo a gara per commentare in modo ironico ed intelligente.
Oggi i post dicono sempre meno. Si tiene aggiornato il blog, cosi’, forse per non scontentare i pochi lettori che non si sono fatti un account su fb.
Stavo pensando di chiudere, ma ci ho ripensato.
Restero’ qui a scrivere per quei pochi che avranno voglia di continuare a leggermi.
Togliero’ tutti i vari contatori cosi’ non sapro’ che la maggior parte delle persone capita qui per caso cercando parole contenute nel titolo in combinazione con la parola zia, e per quella parola che uso spesso nei miei scritti: cazzo.
Continuero’ la mia caccia, dicevo, e mi parra’ di essere Vincent Price in “The Last Man on Earth”**.
Uso questo post – ripagandola con la stessa moneta – per dire due parole a una persona, che si e’ talmente abituata a sms, mail, pvt, messenger, da dimenticare che per dare una bella e importante notizia, ci sono altri mezzi oltre che i pvt.
Ecco queste sono le cose che mi feriscono profondamente.
Confondere un click con un abbraccio.

*Voi.
Io no che ho il forno che non mi funziona, e non ho il coraggio di chiamare l’assistenza, che si e’ rotta la scheda elettronica che regola l’accensione e la durata della cottura.
A me chiamare l’assistenza fa paura.
 

** che per chi non lo sapesse e’ ambientato a Roma, e del quale "Io sono leggenda" e’ l’ultimo remake; poi in mezzo ci staOcchi bianchi sul pianeta terra”, in originale The Omega Man.

musica (che il duke, sono certa, apprezzera’)

Annunci