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Io non l’ho mai avuto il sogno americano.
Per me l’America era:
il ponte di Brooklin che stava in bella mostra sulla carta dei chewingum (ma quali chewingum: ciungai si chiamavano), e i senguich (che ci ho messo anni a capire che sandwich voleva dire la stessa cosa);
Marylin che girava sui grandi pullman della Greyhound;
Kennedy assassinato e la signora Margherita che continuava a dire: l’hanno ammazzato, l’hanno ammazzato… ;
il mistero del Far West (che per me da bambina non era un luogo ma un’epoca) e gli indiani cattivi che poi ho scoperto essere buoni (e che l’arrivo dei nostri, nella maggior parte dei casi, provocava stragi);
il cinema, in generale, che accoglieva tutti i registi europei e ne faceva grandi registi permettendogli col denaro di fare “Cinema” per davvero;
Walt Disney, – da bambina pensavo disegnasse lui personalmente tutti i cartoni animati, uno per uno – che aspettavo di veder apparire, come i fedeli la madonna;
la musica che da li’ arrivava, e che ascoltavo senza capire una sola parola del testo (cosa che tra l’altro continuo a fare senza vergognarmi nemmeno un po’);
Sulla strada di Kerouac che non sono mai riuscita a leggere (ma che dovevo assolutamente avere);
il mio padrino che era andato a vedere San Francisco.
i telefilm ammericani, pieni di inseguimenti in auto;
Via col vento
, dove dentro ci stava tutto;
i neri massacrati, vilipesi, sfruttati, e i loro diritti calpestati (se mai qualcuno aveva parlato di diritti ai negri:
il Vietnam;
Il buio oltre la siepe,  La calda notte dell’ispettore Tibbs, Indovina chi viene a cena?;
le grandi Universita’;
gli Stati Uniti d’America, dove quel Uniti mi piaceva assai;
il dollaro che valeva 800 lire.
E poi e’ cambiato tutto.
In peggio.
E quel po’che mi sarebbe piaciuto importare, ho pensato che era meglio se lo tenessero.
E oggi, chissa’… se quest’uomo sara’ in grado di cambiare qualcosa, ma pare di vedere una piccolissima luce la’, oltre l’Oceano, e forse, quello che cambiera’, sara’ anche il senso di questa canzone.
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