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Stamattina davanti al tabacchino sotto casa c’era una bella gatta grassa. “e’ la sorella di Leopoldo” dice f.
Io lo guardo con aria ebete.
Entriamo dal tabacchino e f. che in genere usa il minor numero di parole consentito dalla legge, dice alla signora che sta dietro il banco “vero che e’ la sorella di Leopoldo?”
La signora annuisce e davanti alla sua faccia di materializza una coda.
La coda va avanti e indietro sul banco e si intravede appena una schiena pelosa.
Poi Leopoldo si ferma e si fa vedere in tutto il suo splendore.
f. mi guarda come a dire, hai visto, che ti avevo detto che non mi credevi “Si porta dietro la sorella” dice, e ancora la signora annuisce.
Insomma Leopoldo e sorella (della quale non conosciamo il nome, ma mi ha assicurato la signora lo chiedera’) hanno deciso di vivere fuori.
Leopoldo, avra’ un paio d’anni o forse meno, e abita al primo piano del palazzo di fronte al mio. Sotto la finestra del bagno c’e un terrapieno e poi una croxa, dalla croxa alla strada per Leopoldo e’ un gioco da ragazzi. Poi attraversa la strada (non un’arteria principale, ma una strada trafficata da idioti che si credono a Le Mans) e si dirige verso il tabacchino situato in un palazzo sotto ai portici, che permettono di sostare anche con pioggia.
Sono mesi che Leopoldo va a pranzo e merenda dal tabacchino, va a dormire dalla parrucchiera e poi alla sera torna a casa.
Adesso pare abbia cambiato abitudini. Non va piu’ a dormire dalla parrucchiera – dove arrivava assieme alla prima cliente del mattino e veniva sloggiato quando l’ultima usciva – ma ha deciso di non muoversi piu’ dal tabacchino, anzi ci si e’ trovato cosi’ bene che ha portato anche la sorella. E alla sera, pare non torni piu’ a casa neppure la sera.
La sorella entra ma poi quando chiudono la porta e’ un po’ inquieta, deve ancora abituarsi, ma mi pare sulla strada giusta.
Gli umani di Leo & sorella, hanno ora un cane e forse i felini non hanno visto di buon occhio questa scelta da umani.
Quando si dice che sono i gatti a scegliere gli umani, non si dicono castronerie mi pare.
Poi c’e’ un’altra storia di gatti da raccontarvi.
L’altro ieri mi ha telefonato A. che abita sopra a dove f. ha lo studio.
“Senti – mi dice – scusami tanto, ma ci e’ caduto il gatto nel giardino dietro. E lo stesso che una volta e’ caduto davanti. E’ un po’ tonto.”
“E’ ferito? “ chiedo allarmata io
“No no – dice lui – e’ solo tonto. Sai gli caliamo da mangiare e da bere, e credo vada a dormire nel vostro garage”
Adesso mi spiego le scenate e i malumori di Tomasina che passa ore dalla finestra del bagno a rugnare.
“Pensavo, che ci fosse un gatto che la veniva a trovare, anzi l’ho pure sentito – dico – ma pensavo pure che sapesse tornare indietro”
“E’ tonto” – ribadisce.
Insomma, per farla breve. Gli e’ stata messa una scala per risalire sul tetto del garage e da li’, con un piccolissimo salto, tornare a casa sua, ma continua a stare giu’
f. ed io abbiamo l’impressione che abbia deciso di vivere li’ per evitare le botte del ras del quartiere che lo raggiunge tranquillamente nel suo giardino, mentre qui mangia, beve, nanna al riparo e cacca nell’erba.
Va beh, robe di gatti.

Vogliate gradire un delizioso intervallo di musica leggera.

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