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Non potrei dire che ci ho sempre pensato perche’ non e’ vero.
Pero’ come per le prime volte che mi portavo il cellulare quando andavo al mare – la’, dove nessuno mi avrebbe rintracciato – ed ero contenta che mi avrebbero potuto rintracciare alcuni amici, cosi’ quando ti si accende la lucetta verde, e’ come se fossi seduto sugli scalini della chiesa del paese, o sul muretto davanti al bar del quartiere: adesso arriva qualcuno e facciamo due chiacchiere.
Sono assolutamente in grado di vivere il mio tempo libero da sola, anzi, se devo dire, quasi lo preferisco: non devo dare appuntamenti ai quali devo arrivare in orario, posso decidere sino all’ultimo minuto se andare al cinema – e cosa andare a vedere -, fermarmi al mare sino al tramonto, o passare in libreria, tornare a casa a metter su una lavatrice, o passare a farmi a fare una piega.
A partire dalla meta’ degli anni ’80, d’estate nel centro di Genova si svolgevano manifestazioni per tutti i gusti: dalle piu’ stupide alle piu’ colte. Bastava scendere in centro, qualcosa da fare si trovava, qualcuno di interessante si incontrava.
La lucetta verde accesa ti riempie di aspettative.
C’e’ una moria di lucette verdi. C’e’ che non sara’ piu’ di moda essere qui su questa piattaforma. C’e’ chi trasloca, c’e’ chi preferisce tutte quelle cose che io ancora non ho capito cosa minchia siano (e lasciatemi nel mio limbo, grazie): quella che pensavo richiamasse a un cartone, e quell’altra che mi pare un vento. Una pioggia di chat e messenger, hanno preso il posto di pagine scritte.
Io sostengo che uno degli aspetti positivi del blog sia proprio la possibilita’ di fare conoscenze (attraverso le pagine scritte), ma queste fasi migratorie non mi convincono, eppure ci puoi scommettere che tutti saranno pronti a giurare che
scrivere e’ la cosa che piu’ amo: pagine e pagine scritte negli anni, sino dalla piu’ tenera eta’scrivere e’ la mia ragione di vita…
Mavaffanculova’.

Vogliate gradire un momento di musica leggera

 
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