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Che questo fine settimana mi ha fatto pensare a quanta umanita’ si perda chi giri in auto. Viaggiare in autobus a volte e’ frustrante lo so. Si perde un sacco di tempo, ma da quando ho smesso l’auto, leggo molto di piu’, posso guardare ad un’altezza preclusa ad altri, non sono isterica per gli idioti che girano in citta’, per le moto che ti sorpassano a sinistra, e incontro delle “storie viventi”. L’Ungherese, Michele e la signora bionda che fa la mignotta, il magistrato col quale parliamo di libri. Poi ho visto la ragazza col giubbotto di pelle e il colletto di pelliccia di marmotta che con i 21 gradi alle 20, ti veniva da chiederti come se l’era cavata a mezzogiorno con i 31 gradi che c’erano in citta’. E non erano percepiti: c’erano per davvero. Sono stata al mare, pareva luglio, e nello stabilimento chiuso c’erano tutti. Non ne mancava uno all’appello. Ho letto e conversato amabilmente con un ricercatore del CNR, furioso per i suoi “precari”, che mai diventeranno “fissi”, ne tantomeno – se passa un decreto sulle fondazioni – potranno piu’ essere assunti neppure come precari. Verso sera, con un tramonto da urlo, sono andata a trovare un amico che ha rilevato un locale. Un bar-ristorante all’interno di un circolo di vela: sulla spiaggia di priaruggia, dove i soci giocano a carte, i pescatori vanno a bere un bicchiere di vino, i ragazzini comprano le patatine e “una bottiglietta d’acqua ghiacciata con le bolle, per piacere”. Uno di quei luoghi magici che sopravvivono nonostante il mondo vada a puttane (mi perdoni la signora bionda). Il mio amico lo ha rilevato da poco e si cimenta con le acciughe fritte, il fritto di pesce, gli spaghetti con la pescatrice, le focaccette fritte con lo stracchino, i friscieu di baccala’.

Ho cominciato un libro Mumbo Jumbo di Ishmael Reed, ma non ci ho capito veramente un cazzo (magari poi ci riprovo)  e l’ho mollato li’. Credo, ma lo credo soltanto, sia una metafora. Mentre lo leggevo (o per la verita’ provavo a leggerlo) mi tornava alla mente l’atmosfera di “Caccia alle streghe” uno strano film di  Paul Schrader (il regista di quel meraviglioso film che e’ Hardcore), che e’ poi una metafora sul fatto che “anche Hollywood passo’ un brutto momento quando le idee, anche vagamente comuniste, erano condannate”. Non credo abbia nulla a spartire, ma che era una satira e una condanna, ecco, questo l’ho capito.
Poi, Nietzsche e Oreste sono fatti uno di seta e l’altro di lana: lo so non centra un cazzo, ma ve lo volevo dire.
Volevo dirvi invece, e questo magari potra’ interessare qualcuno, che ho letto con piacere un saggio di Pierre Bayard: “Come parlare di un libro senza averlo mai letto”, Excelsior 1881. Saggetto estremamente colto. Ho decretato che il succo del saggio e’ questo:

“Per tutte le ragioni illustrate in questo saggio, da parte mia continuero, senza lasciarmi allontanare dalla mia strada dalle possibili critiche, a parlare con costanza e altrettanta serenita’ di libri che non ho letto.
Avrei l’impressione, se facessi altrimenti riunendomi alla folla del lettori passivi, di tradire me stesso e di essere infedele verso l’ambiente da cui provengo e verso il cammino che ho dovuto percorrere fra i libri per arrivare a creare, non meno che verso il compito che oggi sento di dover portare avanti: quello di aiutare gli altri a vincere la loro paura della cultura, e ad avere il coraggio di staccarsene per cominciare a scrivere.”

Gran paraculo il Bayard.

Della cultura e di quanto poco serva, deve esserne conscia la giovane amica di una mia amica, che venerdi’, fresca di un 30 in un esame (frequenta lettere, la piccola) va a trovare la mia amica e le dice "si’, si’ tu me lo dissi che il portiere era uno un po’ strano…"

Ho detto alla mia amica che avrebbe dovuto rispondere " si’, vedo che ti ricordi, io te lo dibbi…"

Che tra l’altro fa il paio con questo scambio di mail

io:
Nell’installazione di **** ho incontrato blocchi all’installazione stessa.

Potete aiutarmi?
loro:
per installare i componenti **** bisogna eseguire delle semplici impostazioni sul browser.
Innanzitutto bisogna avere i diritti di amministratore del computer, poi le consiglio di consultare il file di impostazione (è un pdf) selezionabile dal menu a tendina (risorse) presente in alto a destra che risulterà disponibile dopo aver selezionato il titolo del corso a cui è stata iscritta, dove troverà delle semplici istruzioni per configurare al meglio il suo browser.
Fatto questo le consiglio di eseguire il "Test del computer" disponibile allo stesso livello di "Lezioni" e riprovare ad installare i componenti.
Mi faccia sapere se va a buon fine.

E secondo voi, grandissime testine di cazzo, io prima di scrivervi, non avevo gia’ provato a fare quello che voi mi indicate nella vostra merdosissima mail?


E adesso, vogliate gradire un momento di musica leggera.
 

* Nella foto (che non centra un cazzo, ma l’ho fatta sabato e la volevo mettere) "Amanti al tramonto" – piu’ che amanti parevano due disperati, ma fa fico, come il titolo dei quadri nelle televendite.

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