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Genova si prepara al grande evento.
Esattamente come sempre, da 48 anni.
Genova si blocca, se piove e’ peggio.
Ci sono in giro solo piu’ camioncini della nettezza urbana, quelli con le spazzole.
Loro passano e spalmano tra le fessure delle antiche pietre stradali (quelle rimaste) ogni schifezza trovino.
Gli spalmamerda, appunto.
Sabato scorso grande inaugurazione, come da copione: sindaco, ministro, picchetto d’onore, fiche, vips, rinfreschi, imbucati ai rinfreschi.
E poi fiumi di saliva ovunque: sulle barche e sulle fiche, lasciate dagli sfigati; lungo la strada, lasciate dai lacche’ dei ministri, autorita’ e sailcazzo d’altro.
Tutti corrono, corrono, corrono, chissa’ dove cazzo vanno.
La mia giornata e’ cominciata cosi’:
all’ingresso espositori e stampa,  un omino ha istruzioni di non far passare, che chissa’ cosa minchia e’ successo (che in questi casi non si capisce mai).
Ed ecco che si sente
“IO HO LA DIRETTA…”
“IO DEVO APRIRE LO STAND…”
“SCUSATE FATEMI PASSARE CHE IO HO IL PASS…”
“ANCHE IO HO IL PASS… CAPIRA” E” ARRIVATA LEI…”
“LEI MI DIA LE SUE GENERALITA’…”
“…ECCO BRAVO, SI’, MI DICA COME SI CHIAMA…CHE MI LAMENTERO’ CON LA DIREZIONE”.
Uno cerca di entrare spingendo l’omino. La scena poteva anche essere spessa, peccato che avesse in mano un monopattino, il che ha levato un po’ di violenza alla zuffa.
Lei non sa chi sono io, non lo hanno detto, ma forse non ho sentito io.
Alla fine e’ arrivato il capo della sicurezza e ha detto all’omino “falli passare che si ammazzino pure da soli, piu’ avanti”.
Pensavo di trovare gente che si passasse sopra per entrare, una folla da stadio (di una volta), le fans dei Duran Duran ai tempi di Wild Boys, e invece ai tornelli non c’era nessuno: solo le hostess che ti consegnavano il Secolo XIX, e il vuoto cosmico.
Va beh… finalmente e’ arrivata la sera, e uno di quei bei tramonti da sospiri.
Ieri era giornata di mercatino dell’antiquariato a Ovada.
In genere non me ne perdo uno. f. voleva andare ma io ero un po’ trattenuta dal fatto che da quello di ferragosto era passato pochissimo tempo e che la data coincideva con altre fiere e appunto con il nautico, che vuol dire che molti dei venditori avrebbero dato forfait e il giro sarebbe stato magrissimo.
E allora ho pensato che sarebbe stato carino andar per boschi.
E qui devo sciogliermi in odi alla mia grande citta’.
Genova e’ una citta’ di merda. Sporca, mal tenuta e mal gestita. Da sempre.
Genova non e’ mai stata amata come si dovrebbe fare con una grande citta’, piena di storia, bella da farsi venire i brividi.
Genova la superba da anni ce l’ha un po’ nel culo.
Si’ prima perche’ dicono che e’ una citta’ rossa, poi perche’ il porto non ha piu’ la sua bella importanza, poi ancora perche’ non ha piu’ quel po’ di industrie che aveva, poi perche’ qui c’e’ tolleranza con gli immigrati, poi perche’ forse siamo un po’ teste di cazzo.
La citta’ e’ da sempre nelle mani delle solite 4 famiglie da centinaia di anni e i  ruoli istituzionali li ricoprono persone che non hanno nessun valore al di fuori di qui.
Insomma, non ci caga nessuno.
Pero’…
Pero’ e’ magggica.
Perche’ ieri ho preso un autobus della line urbana (il 38) e sono arrivata al capolinea, che e’ sulle alture di Genova (10 minuti dalla stazione Principe). f., proprio li’ al capolinea, su un albero lungo la strada, ha trovato le melette selvatiche buone buone, che anche Biancaneve le avrebbe mangiate nonostante all’aspetto risultassero rachitiche.
Poi un altro autobus, il 355,  (altri 10-12 minuti) e si arriva ai Piani di Fregoso, e da li’ si percorre una strada nel bosco: more (!), castagne, menta, rosmarino, alloro, funghi velenosi  e un po’ di foto.
Percorsa tutta la strada si arriva per una croxa a Begato. Da li’ si puo’ riprendere un autobus (il 272) e si arriva a Rivarolo. Si percorre a piedi tutta via Jori (centro della delegazione, con bei negozi nei giorni feriali, una merdissima di domenica) e si riprende la metro. In 15 minuti si e’ in centro. Ieri fermata Sarzano-S. Agostino, la fermata piu’ sottoterra che c’e’. Ritornati in superficie, meta Palazzo Ducale e la sua mostra dell’antiquariato (… strasse, bottiggie, ravatti, scatoete de latta, de ramme, de fero…come cita una canzone del mio amico Sergio Alemanno – che non ha a che fare assolutamente nulla col sindaco di roma e soprattutto non chiedeteglielo che si incazza come una iena).
Un giro tra i banchetti e poi giu’, per via San Lorenzo, una sosta per la pasterella al bar Giuse (che l’ho gia’ detto, le fa buone buone) ed ecco li’ davanti il mare del Porto Antico.
Usciti di casa alle 9,20,  rientrati prima delle 17.
E adesso ditemi dove trovate un’altra citta’ che vi permetta tutto questo – boschi e mare, raggiungibili in pochissimo tempo e con i mezzi pubblici – e ci vado subito.

Postilla:

lungo la strada nel bosco c’era anche una casa con davanti almeno 30 gatti (credo un gattile privato). Ci siamo fermati a guardarli e due cani ci abbaiavano contro con la bava alla bocca. Avrei pure voluto fare un paio di foto ma le due donne davanti alla casa erano veramente antipatiche e fastidiose come la merda in letto.
Ergo, niente foto dei gatti.
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