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Sono le 14,30.
Suona il cellulare.
Rispondo.
E’ la mia amica, quella che secondo me in questo periodo, dovrebbe dire una bestemmia ogni parola (… almeno per sfogarsi un po’ insomma).
 “Volevo dirti che va tutto bene”
Aveva un controllo medico
“Ma sei gia’ fuori?” tiro un’occhiata all’ora sul telefono fisso. Cazzo penso tra me se ha fatto presto…
“E gia’… “ dico “150 euro e vai”
“150 euro, due iniezioni che fanno un male porco e vai… pero’ ti devo anche dare due notizie: una bella e una brutta”
“Vai…”
“ La bella e’ che ha visto quell’esame e che va bene”
“La brutta?”
“Mio zio ha avuto un infartino…”
Ho cominciato a ridere. Dall’altra parte silenzio.
Io “…stai piangendo o ridendo?”
Lei “Ridendo. Come una pazza”

Continua a raccontarmi come e’ andata la visita, e quando arriva al punto che dice al medico quello che le e’ accaduto nell’intervallo tra questa visita e la prima, io non ce l’ho fatta piu’. Mi sono messa a ridere con le lacrime. Ululavo.

Lei "Per favore, riprenditi, io non vorrei che tu ti sentissi male dal ridere adesso."
Mi sono ricomposta, che mi dispiaceva si sentisse responsabile di una mia prematura dipartita. Per soffocamento da risata poi.

Avviso:
al primo che arriva e dice che sono una donna negativa gli spezzo un braccino senza pieta’, se mi trovassi nell’impossibilita’ fisica di farlo, lo mando affanculo.
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