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Io me lo ricordo bene il primo giorno d’asilo.
O meglio, del primo giorno d’asilo, ricordo quel che accadde all’ora della pappa.
Io me lo ricordo bene che avevo tanto insistito per fermarmi sino alle 4 (all’epoca si diceva le 4 e non le 16 che non la si puo’ immaginare una mamma che si affaccia dalla finestra e dice “Biceeeee, guarda che sono quasi le 16.00, vieni su per la merenda…” bleahhhh..
Vabbe’, dicevo, avevo insistito tanto. La mamma, che mi conosceva, aveva detto “per i primi giorni ti vengo a prendere a mezzogiorno”, perche’ conoscendomi (e bene) sapeva che non avrei mangiato un cazzo e di questo la mamma era molto preoccupata. Per questo motivo non mi aveva mandata all’asilo come tutti gli altri bambini; poi l’anno prima della scuola deve aver pensato che dovevo annusare odore di classe.
Io me lo ricordo bene perche’ mia cugina abitava nello stesso edificio, al piano sopra all’asilo ed io non avevo pensato al fatto che lei sarebbe andata a pranzare a casa e io mi sarei trovata sola a mangiare con gli altri.
Invece scattata l’ora X, alcuni bambini vennero prelevati e portati a casa, mia zia venne a prendere mia cugina e mi chiese se volevo andar da loro e nessuno venne a prendere me. Fu li’ che io dovetti cominciare a pensare “che cazzo ho fatto”. Risposi no, grazie zia , adesso viene mia mamma. La zia disse che no, che non sarebbe venuta, che se volevo potevo salire da loro, ma che io avrei dovuto pranzare all’asilo, cosi’ come avevo desiderato. Io dissi alla zia e alle suore, tranquille che arriva. Mia mamma non me lo farebbe mai di lasciarmi qui. Loro in coro ripeterono che la mamma aveva fatto quello che io avevo chiesto: lasciarmi all’asilo. Alla zia che chiedeva ancora sei sicura di non voler salire? risposi di no e mi sedetti sulla panchetta a fianco alla porta. Dopo un bel po’, visto che la mia mamma non arrivava, (non so che ora fosse, ma mia cugina ancora non era rientrata) mi feci convincere a mangiare qualcosa. I bambini avevano gia’ finito e la suora mi porto’ nella loro cucina. Mi fecero sedere ad un tavolo di marmo e mi misero davanti quello che io odiavo di piu’: la minestra coi pezzi di verdura interi. Guardai con orrore quel piatto e cominciai a tirar su solo il brodo. Me la menai per un bel po’ e poi scesi dalla sedia lasciando un piatto pieno di morti sul bordo. La suora, con disgusto, guardo’ prima il piatto e poi me.
Quando alle 4 arrivo’ mia madre a prendermi, le feci una scenata, che avevo dovuto mangiare un piatto di minestra coi pezzi, che io mica lo sapevo che mia cugina sarebbe salita a casa e che soprattutto non avrei mai creduto che avesse davvero potuto lasciarmi li’.
Dopo una settimana la mia avventura di scuola materna terminava.
Tanto per dire, cagacazzi si nasce, mica lo si diventa.

(e non venga qualche uomo a dire – come ho gia’ letto da qualche parte – che lui non ricorda un cazzo e non crede a chi ricorda: si faccia curare, che e’ piu’ normale ricordare).

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