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Il silenzio e’ assordante.

Riempie la testa e gonfia il cuore.
Niente tonfi giu’ dal letto, niente tentativi mancati a salire, niente pietosi agganci al copriletto, niente rumore di unghiette sul pavimento, niente sbattere della porta nel tentativo di una grattata vigorosa, niente pulizia delle zampe con rumore di lingua rasposa. Nessuno tra noi.
Da oggi armadi aperti che nessuno cerchera’ di entrare dentro, niente piu’ paura per il cassetto della biancheria, letto da fare, niente piu’ vomiti, porte aperte, che tanto nessuno correra’ il rischio di buttarsi di sotto.
Da oggi niente peli bianchi e occhi azzurri, niente gliela dai tu la pappa o ricordati la sabbia, il pollo c’e’ sino a domani, e’ finito il pappone, portiamo su l’acqua.
C’e’ un angolo vuoto, quello della pappa, una cesta con il cuscino azzurro (come gli occhi), un cuscino dietro la porta, con la federa azzurra (sempre come gli occhi).
Nessuno stamattina ha chiesto la pappa e l’acqua pulita.
Da vent’anni a questa parte, quando siamo usciti, non avevamo nessuno da salutare.
 
“Questo silenzio e’ allucinante”
“No. Fa schifo”.

Quando il cuore senza un pezzo il suo ritmo prenderà
quando l’aria che fa il giro i tuoi polmoni beccherà
quando questa merda intorno sempre merda resterà
riconoscerai l’odore perché questa è la realtà.

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