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Buongiorno. Buonasera.
Mi pare educato.
Quando non so come rivolgermi alle persone –  vicini di casa, persone che gravitano nel palazzo nel quale lavoro ma che non sono colleghi, sull’ascensore della metro, in bus – mi scivola dalla bocca un “salve”.
Una volta, da qualche parte, ho letto che non e’ buona educazione ma sinceramente non so che fare. Ci sono persone che, se saluto con un buongiorno, ho la sensazione che pensino io voglia mantenere le distanze, se uso un ciao che mi atteggi a fare la gggiovane.
Ho colleghe/i che usano dire  “buona giornata” “buon lavoro” ”buon pomeriggio” e cosi’ avanti per tutte le volte che ti incontrano o ti chiamano al telefono, fossero anche 38, sino al “buona serata” all’uscita.
Al mare il buona serata e’ d’obbligo.
Non so perche’.
Forse perche’ quando si va via dal mare c’e’ ancora tanta luce e la serata deve essere per forza buona.
Mi domandavo:  ma se dopo una buona giornata di mare, avessi intenzione di passarmi una bella serata di merda?
Lo so: ho un brutto carattere.
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