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Venerdi’ all’uscita dall’ufficio ho dato appuntamento a f. per andare a fare un giro al suq. “portami la macchina fotografica per favore” gli ho detto “la mia, grazie” ho aggiunto. E’ arrivato con la sua, e quindi ha giocato quasi esclusivamente lui. Io con la mia macchinetta da jappanese ho fatto 4 scatti in croce.

Al suq non c’era una minchia di niente. E la cosa che fa incazzare di piu’ e’ che tra i proprietari dei banchi, la maggior parte siano italiani con la puzza al naso, i radical chic con i soldi di famiglia che giocano a vendere etnico. Fanculo.

Venerdi’ sera ho visto Yakuza, che e’ sempre un gran bel film.

Sabato la giornata si presentava cosi’. E cosi’ e’ rimasta quasi tutto il giorno. Sullo scoglio 2 sotto lo sguardo attento del gabbiano n.7, oltre alla zia e alle sue due nipoti, c’era anche la miczingara, che e’ andata via nel tardo pomeriggio con la parte sinistra colore rosa fucxia acceso.

Arsa dal sacro fuoco del “adesso e’ proprio giunto il momento del ritorno al classico”, un bel “viaggio al termine della notte” in edizioni dall’oglio mi aveva accompagnata al mare. Poi dopo una ventina di pagine e’ tornato a casa e l’ho mandato a fare la nanna.  Piu’ che nanna, ho l’impressione si sia trattato di eterno riposo.

Evitatevi il “… e fa male, che e’ bellissimo!”, che tanto non attacca.

Sabato sera, ho visto il dottor Zhivago, che e’ uno di quei film che pensi di aver visto mille volte, perche’ hai presente le facce, la musica, il clima, ma invece non lo hai mai visto e meno male, e chissa’ cosa minchia mi e’ girato di vederlo che e’ una cagata pazzesca e non solo il film, ma anche la storia. Sembrava di vivere una delle storie di tradimenti da blog, solo che c’erano due differenze:
1, che  la distanza era dettata dalle guerre,
2, che nel film le due dicevano dell’altra “e’ una cara ragazza” all’uomo conteso, qui si definiscono l’un l’altra nei commenti “quella brutta troia” o “il mignottone”.
Lui un gran figlio di troia. Le ama entrambe, le mette incinta* tutte e due e non sa da che parte stare, e alla fine gli viene un bel coccolone e muore.

Ieri che era giornata di demonio, ho tirato fuori il mio vetusto mac e mi sono messa a scrivere un po’. Ho pensato che se vado avanti cosi’, il mio romanzo, anzi racconto breve,  anzi lampo, sara’ finito tra 40 anni  e sara’ un successo mondiale perche’ lo pubblicheranno di sicuro se non altro per la curiosita’ che destera’ l’opera prima di una novantenne.

Poi sono andata a raccogliere capperi vicino a casa e f. ha detto che o non mi ci porta piu’ – che si stressa a vedermi sporgere dal muraglione – o si compra un peso da 80 chili per ancorarmi a terra.
Adesso abbiamo capperi assicurati per la vecchiaia.

E dopo aver visto due gran film di merda in tv, Lontano dal paradiso e The last sign, eccoci nuovamente al lunedi’.
Mi pare inutile segnalare che sta piovendo a dirotto.

Si astengano dai commenti le persone che vivono in localita’ dove sta splendendo il sole.
Grazie.

Nella foto del 2005 si possono vedere f. e ziacassie.
Lui intento ad insegnarle a scrivere,
lei estasiata di fronte a cotanta cultura.

* Aggiornamento del 20 giugno.

Corretto "in cinta" con "incinta", cosi’ come suggerito da una commentatrice attenta.
La vergogna, in genere, tenderei a riservarla a ben altri comportamenti.
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