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Sara’ che giugno a me fa sempre uno strano effetto. Sara’ questo. O questo. Saranno una serie di brutte notizie e ricordi spiacevoli. Sara’ solo un po’ di malinconia. Saranno i colpi di coda degli ultimi ormoni. Sara’ la primavera piovosa. Saranno i continui e numerosi morti senza senso sul lavoro. Sara’ la ventata di intolleranza che sta arrivando e soffia forte. Sara’ che mi guardo in giro e non riesco a vedere.
Chi mi conosce un po’ sa che non amo la retorica e se dico “non sono in bolla” e’ vero. Che poi sia per colpa mia – del mio stomaco, della mia pancia, della mia testa, delle mie gambe o della mia fica -, o per quello che mi accade intorno, ancora non sono riuscita a valutarlo.
So solo che sto scrivendo con la pancia, perche’ ho riletto molti commenti ad alcuni post, e non so cosa darei per ritrovare quel clima che si leggeva, venutosi a creare per la penna di tutte quelle persone che hanno chiuso o si sono perse nel tempo, per scazzi, incomprensioni, altro da fare, fidanzamenti.
So solo che ho passato bei momenti, e girando, oggi, vedo che da nessuna parte si trova piu’ quella complicita’, voglia di stare assieme, ironia.
Per quello che posso vedere, sto assistendo a una chiusura anche sulla rete: ognuno se ne sta trincerato nel proprio blog, come fosse un fortino.
Tornate, tornate tutti a giocare, a scrivere, a scambiare pareri.
Sino a che possiamo farlo.
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