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quando si partiva per le vacanze estive la mattina presto e ci si doveva mettere la rebecca di lana perche’ l’aria pizzicava le braccia mentre caricavamo l’auto

quando ero in campagna con la mamma e il sabato sera arrivava il papa’

quando al ritorno da Belforte, dal turchino si percorreva con l’auto tutto il lungomare da Voltri a Sampierdarena

 
quando il papa’ decideva di non prendere la sopraelevata e si passava da via gramsci piena di luci al neon dei night club che costellavano la via
 
quando in campeggio al mare c’era un giorno che pioveva e si stava in roulotte ad aspettare che spiovesse o al bar seduti sulle sedie  tenendosi strette le ginocchia portate al petto coi talloni nudi sulla punta della sedia

quando finiva la scuola e la sera di san giovanni si faceva il falo’ sul monte e da quella sera poi si stava sempre fuori sino a settembre

 
quando dopo aver piovuto scendevo in strada con gli stivali di gomma per entrare in tutte le pozze e con il fango facevo le formine

quando la mamma non mi mandava a scuola,  si andava invece in centro e in vico casana mangiavamo il Krapfen con la panna e in canneto il curto compravamo i funghi sottolio e le olive con il peperone dentro

quando andavo al cinema con i miei e il papa’ rideva talmente forte che si girava tutto il cinema

 
quando restavo in panne con la 500 e il papa’ mi raggiungeva con la 127 a tirarmi fuori dai guai
 
quando suonavamo la chitarra e cantavamo “voglio annaaaaaa…” sino a che non ci tiravano l’acqua dalle finestre

quando andavo in montagna coi miei e mi compravano oltre al Corriere dei Piccoli anche L’almanacco di Topolino e gli albi della rosa

quando andavamo in campeggio in Alto Adige e in Svizzera, con Francesco e i suoi, tutti sull’Austin Morris e cantavamo “la postina della valgardenaaaaaaaa”

quando sentivo arrivare il cinquantino giallo di Michele che pareva una caffettiera col caffe’ che saliva e correvo alla finestra della mia camera per vederlo arrivare

quando a Belforte si andava in societa’ a vedere la televisione la sera, nella sala assieme ai biliardi

quando chiamavo “mamma…merenda…” e lei mi tirava il panino con la fettina al burro dalla finestra fasciato nella carta straccia e tenuto dall’elastico

quando il papa’ tostava il caffe’ e il profumo invadeva tutta la casa

 
quando con la bicicletta mi buttavo giu’ dalla discesa a tutta velocita’ per poter prendere la strada in salita con la rincorsa

quando facevo il bagno ascoltando la commedia alla radio o quando alla domenica a pranzo si ascoltava il gambero

quando alla domenica mattina mi svegliavo con Gran Varieta’ e c’erano Rina Morelli e Paolo Stoppa che recitavano “Eleuterio e Sempretua”

Mi piaceva meno quando mi buttavo giu’ dai giochi a gambe unite e mi massacravo un ginocchio, o me lo riempivo di spine inseguendo Francesco attraverso i rovi, o non riuscendo piu’ a scendere dalla scala mobile, mio padre mi ripigliava al volo, tenendomi con una mano mentre con l’altra mi ammollava un mataflone sulla testa sibilando “…cretina!”, o quando Francesco mi mandava a prendere la carta igienica dall’altra parte del campeggio perche’ durante i nostri giri era andato a fare la cacca nei bagni lontani dalla tenda e aveva avuto l’amara sorpresa.

Mi piaceva pochissimo.
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