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La nebbia di venerdi’ non si e’ ancora diradata.
L’aria sulla citta’ e’ stata irrespirabile. Ricordava in qualche modo quella del luglio del 2001. Sono stati tagliati gli alberi (erano malati o sopra ci si potevano nascondere i cecchini le spiegazioni date). Intralciavano la vista del palco dalla piazza (quello che capiscono tutti). Transenne ovunque al posto di gabbie e containers, ma la sensazione e’ stata la stessa. Arriva uno che conta e quindi, fuori dai coglioni. Sabato mattina nella strada sotto casa mia erano scomparsi i piccoli contenitori per la spazzatura, quelli attaccati alle fermate degli autobus. Se fossi una cattolica professante sarei piu’ incazzata ancora. E non sono nemmeno i soldi spesi (da noi) che mi indignano, ma vedere la gente genuflessa di fronte a uno che alla faccia della pace, della poverta’, si dimentica di tutto cio’ che cristo andava predicando (cioe’ colui nel nome del quale dovrebbe parlare). Pero’ ha scritto una preghiera per la madonna e l’ha lasciata al santuario.
Se fossi un cattolico professante mi sentirei preso in giro.
Adoro le chiese, la loro architettura, il silenzio, i grandi archi, i quadri.
Adesso le chiese le fanno di cemento che forse si sposano meglio col pensiero di chi ci sta dentro.
Non sopporto le funzioni e le parole trite e ritrite dei preti, come non sopporto quelle dei politici.
Penso ad un uomo che forse e’ vissuto per davvero e che devono aver preso per matto, figlio di un falegname. Forse chissa’ un filosofo, il primo comunista al mondo, che andava dicendo che siamo tutti uguali. Non credo al padre, figlio e spirito santo e tutte quelle stronzate che ti insegnano al catechismo, e mi fa un gran senso vedere gente segnarsi ogni chiesa che vedono passare dal finestrino dell’autobus. Mi sembra che scongiurino il malocchio. Non vedo differenza. Mi fa pena vedere bambini fare la comunione perche’ “altrimenti si sentono diversi”. Mi fa tanto male sentire cattolici che si dichiarano professanti dire “io a dio ci credo e son contento che venga il papa, ma vorrei che gli zingari e i meridionali morissero tutti, senza contare i drogati che mi piacerebbe potessero essere falciati dall’aids”.
Questo e’ un post qualunquista fatto di parole qualunquiste,  ma la nebbia non si e’ ancora diradata.
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