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Che la gatta non sta bene e quindi non si puo’ neppure pensare di stare via 24 ore (massima autonomia che avremmo f. ed io in condizioni di gatti giovani e sani). La gatta e’ vecchia, un po’ rincoglionita e pure se ne approfitta della sua condizione e venerdi’ sera aveva 5 piatti con altrettanti tipi di cibo a disposizione ma urlava e ondeggiava col culo.

“Domani si va ad Ovada?” Minchia che novita’, che nelle date del mercatino da anni non ce ne scappa una. Va beh, insomma si va. Che poi siamo diventati maggiorenni a tutti gli effetti. Io sarei pure andata al mare volentieri, ma lui, additava il cielo dicendomi che da li’ a poche ore sarebbe sicuramente cambiato il tempo, se non piovuto bada bene, e poi ancora uno tzunami e forse anche le cavallette. “Vedi che nubi bianche? Niente di buono”. Ecco visto che qui ci sono le nubi allora andiamo in treno oltre il turchino che li’ magari nevica.
Non nevicava come si evince da foto n. 1.

foto n. 1

Anzi faceva un caldo della madonna.
Incontrato esercito inquietante come da foto n. 2.

foto n. 2

Negozi aperti con esposizione estiva come da foto n. 3.

foto n. 3

Portone aperto che ha permesso sbirciatina al cortile interno come da foto n. 4.

foto n. 4


Niente di speciale, a parte l’acquisto di un leone indiano di pietra arenaria che se ne e’ tornato a Torino, a fare compagnia alla credenzina, sempre indiana, acquistata due mesi fa.
E., che oramai ha capito tutto, ha detto che in India usa tantissimo il “may be tomorrow” e deve aver pensato che f. ha origini indiane.
Venerdi’ e sabato c’e’ stato il mare, al solito posto, sul solito scoglio, le solite persone, ma con nuovi libri.
E domenica mattina una cosa bellissima.
Nessuna foto a documentarla.
Ne ho ancora
gli occhi pieni, e so che non ci sarebbe stata immagine capace di rendere l’idea.
F. ed io siamo usciti dalla casa dei nostri amici alle 6 meno un quarto, ed era l’alba, un’alba gia’ avanzata. I nostri amici abitano a pochi metri da noi, ma davanti al porto. Il sole era dietro alla sagoma della citta’ stagliata contro il cielo. Davanti il blu del mare.
lo so che milioni di persone vedono l’alba. A me capita di rado.
Ci siamo detti quanto eravamo scemi ad andare a dormire: saremmo dovuti uscire a quell’ora anziche’ rientrare, ma lo abbiamo detto: “may be tomorrow”.
Gli uccelletti sull’ippo salutavano il giorno e sotto casa un merlo e una merla amoreggiavano.
I gabbiani dovevano aver fatto baldoria nella notte che in giro non ce n’erano.
Domenica mare.
Direi che ho trascorso quattro bellissime giornate. Peccato che ci sia la destra al governo.

Fuori tema:

a me travaglio non sta simpaticissimo ma gli invidio la pazienza di giobbe;
a me di quello che guadagna chicchessia non me ne frega una cippa di cazzo, non riesco a farmi venire sta febbre e non posso pensare di perdere neppure un minuto del mio tempo per spulciare le dichiarazioni dei miei vicini.
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