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Una piccolissima considerazione, poche parole per esprimere quello che ho provato in questi giorni.
La costernazione di vedere un paese consegnato alla destra c’e’, ma siccome non c’e’ il due senza il tre, non mi meraviglia questo 55 per cento di italiani che e’ come se conoscessi uno per uno. Conosco i loro gusti, il loro modo di comportarsi, il loro parlar bene e razzolare male.
Ma non mi interessa.
Quello che mi addolora di piu’, e’ il voto di quelli come me, che si erano sentiti presi in giro dalle grandi coalizioni.
Io, che non capisco un cazzo di politica – si intuisce, altrimenti non sarei qui in questo stato di malessere profondo – dopo tutti i discorsi sentiti in giro, per strada, sui blog, nelle trasmissioni televisive, io dicevo, mi immaginavo che si alzassero in piedi e decidessero di dare un segnale forte, e pensavo che il segnale forte sarebbe stato quello, non di non andare a votare, ma di far capire alle grandi coalizioni che avevano fatto il loro tempo. Speravo in tanti voti ai partiti piccoli, speravo che il voto utile per il cittadino italiano fosse quello dato con coscienza. Un voto in cui credere da far crescere piano piano, per dire basta a una politica fatta solo di parole e slogan urlati. Un voto che dicesse: noi ci siamo, siamo qui e non vogliamo il sogno; siamo qui e siamo quelli che vogliono vivere, lavorare, crescere i nostri figli. Un allarme mi e’ suonato nella testa quando ho visto l’operaio della Tyssen candidarsi per si puo’ fare, quando si capiva che l’unica cosa che sarebbero riusciti a fare sarebbe stata quella di andare a fare in culo.
Non pensavo a vincere le elezioni, pensavo a un segnale.
Ma il riuscire a esserci deve aver poi preso il sopravvento su tutti, altrimenti  i discorsi fatti, i commenti ai post, ecc. ecc. non hanno alcun senso.
Ha vinto il turiamoci il naso o votiamo il meno peggio.
Ancora una volta, mascherata dal buonsenso, ha vinto la codardia.
Adesso, sono li’ a darsi colpe uno con l’altro: i partiti e gli elettori.
Io, speravo vincesse il cuore.
Altro che La storia siamo noi e Viva l’italia.

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