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Ho un grande sogno nel cassetto. Anzi in un note book vecchio di anni.
E’ l’inizio di un romanzo, o forse un racconto lungo, o meglio ancora un racconto breve, che cosi’ mi levo il dente prima.
La settimana scorsa ho incontrato la persona che mi ha ispirato il personaggio – che conosco pochissimo, ma da tanti anni – e gliel’ho detto.
Pioveva forte. Stavo un po’ storta, per evitare la visiera del cappuccio della cerata, guardavo in su (anche se, diciamolo, non e’ molto alto).
“Sai che sto scrivendo un romanzo? … si’,  insomma… ho iniziato… e tu hai ispirato il mio personaggio” e lui mi ha guardata e mi ha detto, “ma dai, ma che bello” e come avrebbe fatto il mio personaggio, tirava giu’ il mio cappuccio per baciarmi, e me lo ritirava su perche’ non mi bagnassi. Gli ho raccontato che lavoro avevo scelto, e lui “ma lo sai che l’ho fatto per davvero?” , “non avevo dubbi, sai, perche’ tu per me stai a meta tra… e…” “ e’ vero, me lo hanno gia’ detto”.
E poi gli ho raccontato un po’ la storia.
E l’idea gli e’ piaciuta.
Ed era contento, per davvero
E sono riuscita anche a fargli accendere gli occhi pronunciando il nome di un grande del giornalismo e della letteratura.
Nel frattempo… io continuo a leggere.
E qui… continua a piovere.

Vorrei anche dire, che sono andata a votare.
E sono pure contenta del voto che ho dato.
Questo non perche’ io mi sia bevuta il cervello e quello che ho detto poche settimane fa non l’abbia mai pensato o abbia cambiato idea.
Semplicemente perche’ ho trovato qualcuno a cui dare fiducia (la mia, sia chiaro).

In fondo sono una che ha molta pazienza (anche se non sembra).
Affanculo ce lo possso sempre mandare domani.
Magaricongliangeli.
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