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Credo esista un’eta’ per certe letture e anche per certi film. Ho letto il giovane Holden pochi anni fa e non mi ha fatto palpitare, Il piccolo principe a 25 anni e mi e’ piaciuto senza farmi urlare al miracolo. Ho letto L’amico ritrovato circa un lustro fa ed e’ stato per me importantissimo.
Ho visto Manhattan di Allen e l’ho amato, mi ci identificavo. Oggi Allen non riesco piu’ a vederlo, nemmeno nei suoi film, quelli che adoravo negli anni 70. Leggo in lui sfumature che mi irritano, e che prima non vedevo.
Ma quello che so e’ che due sere fa rivedendo La prima notte di quiete (ne parlavo qui, quando mi hanno regalato una copia registrata da rai sat – il dvd pare esista solo in giapponese – e diciamolo se vado male con l’inglese, figurarsi con la lingua nippo)… dicevo… rivedendo il film, non lo ricordavo cosi’ disperato, cosi’ forte, cosi’ distruttivo. Lo ricordavo come un insieme di storie d’amore sbagliate, persone sbagliate, situazioni sbagliate, ma non cosi’ senza via d’uscita.
Sara’ che me lo sono visto al buio, a letto con il mio regalo di compleanno, il piccolo lettore dvd da momenti soli, sara’ che ho messo l’auricolare, sara’ che l’attenzione era tutta li’, ma mi ha lasciato una profonda sensazione di malessere.
Un malessere diverso da quello che mi lasciano intravedere i rapporti uomo/donna di oggi.
Una coppia che si e’ amata e che sta assieme nonostante…
Ma nonostante non sono i figli, la casa, il perbenismo, i parenti.
Il nonostante e’ un male oscuro. E’ la consapevolezza che l’amore non c’e’ piu’ e forse e’ rimasta solo la passione. Una coppia aperta che accetta i diversivi dell’altro sino a che non si tramutano in innamoramenti.
La coppia si rinfaccia le colpe, si butta in faccia il male fatto all’altro.
Intorno, un mondo fatto di persone che sopravvivono, che bevono, giocano, si drogano, fanno orge e trascinano oltre ai loro giorni anche le loro notti, una dopo dopo l’altra, senza senso, senza speranza.
Una ragazza che a 19 anni ha gia’ fatto tutto nella vita, e una madre che ha pensato per lei un futuro di denaro: il costo di questo futuro non la riguarda.
Nei primi anni ’80, scrissi una piccola sceneggiatura per un corto che mai realizzai, nel quale  mi ispiravo al professor Dominici, il protagonista del film.
Mi e’ sembrato molto strano, mentre guardavo una scena del film, ritornare a quelle pagine scritte. La situazione che avevo immaginato per Dominici era completamente diversa, con un finale completamente diverso, e di speranza in qualche modo, anche se con una grande sensazione di angoscia e di sospeso.
Non mi sarei meravigliata se mi fosse accaduto il contrario. Ma non mi sarei mai aspettata di vedere un’immagine e provare una sensazione al ricordo di un mio scritto. Come se io l’avessi letto e ne fossi rimasta colpita.
Devo ritrovarlo e leggerlo.
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