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Ieri sera ennesima puntata di Annozero. Il teatrino continua. Serata su Alitalia e Malpensa. Parlano, parlano, parlano e danno l’impressione – a chi come me, di come si gestisca una compagnia come Alitalia e una cattedrale nel deserto come Malpensa, non ne sappia niente – di saperne ancora meno. I precari presenti fanno domande, raccontano le loro storie, e loro, i magnifici non rispondono mai: si rifanno o si riallacciano al discorso di qualcuno che ha parlato prima.
Gli uomini vengono ignorati. 
Noi, veniamo ignorati.
Siamo allo sfascio. Un disastro. Di qualsiasi argomento ci raccontino in dettaglio, ci si meraviglia come ancora questo paese riesca a sopravvivere.
Stamattina, a una trasmissione de la 7, dai toni pure pacati, quasi intelligente, condannavano quello la’ perche’ sabato mattina ha simbolicamente stracciato il programma della sinistra.
Adesso, io l’ho visto, ha detto “la sinistra del proprio programma ne ha fatto questo” e ha strappato un foglio. Io mi domando con tutto quello che dice e propone, con il suo comportamento da anni, ci indignamo per un gesto televisivo?
Ma perche’ non ci indigniamo con chi,  tutto quello che fa,  glielo ha lasciato fare?
E poi facevo una riflessione sul voto inutile.
I due schieramenti urlano, come sempre hanno fatto, di non disperdere i voti.
Ma se io dovessi dare il mio voto a uno dei due schieramenti (cosa che non faro’ sia chiaro), che cosa cambierebbe? Nulla.
Avro’ avvallato per l’ennesima volta lo strapotere di una finta sinistra che oramai non si sforza neppure piu’ a fingere di esserlo.
Se andro’ a votare disperdero’ il mio voto. Lo daro’ a qualcuno in cui posso ancora credere e dargli fiducia.
Se daro’ il mio voto, lo daro’ a qualcuno che mettero’ alla prova. Non verra’ eletto, lo so, ma potro’ continuare a guardarmi allo specchio e non mi ritrovero’ solo a berciare contro questo e contro quello.
Dovra’ ben cambiare qualcosa un giorno o l’altro.
Io non ho figli, ne’ nipoti. Con me finira’ tutto. Ma non posso pensare che continuera’ cosi’ per sempre.
In una battuta de “il Marchese del Grillo" Papa Pio VIII  dice al marchese “la giustizia non e’ di questo mondo, ma di quell’altro”.
Io non credo in un altro mondo dopo.
Io credo, voglio, un altro mondo oggi.
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