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“allora… prendiamo il nostro eterno commiato

addio e per sempre addio Cassio

se ci rincontreremo avremo il sorriso sulle labbra

altrimenti…valga questo quale ottimo congedo”

“… sei un uomo di buone letture…”

“…vaffanculo!”

La prima notte di quiete, 1972, Valerio Zurlini

E’ un film che ho visto, credo, appena uscito.
Non sono mai riuscita a pensare a questo film senza groppo in gola.
Sullo sfondo c’e’ il mare in inverno. Una Rimini vuota come lo sanno essere quelle localita’ di villeggiatura tanto frequentate d’estate. Una citta’ desolata.
Una cittadina di provincia dove quello che accade, e non dovrebbe,  accade di nascosto.
I personaggi non sono tratteggiati, sono raffigurati nei minimi particolari da Valerio Zurlini, che ha diretto e scritto questo film.
Diresse, tanto per citarne due “Il deserto dei tartari” e “La ragazza con la valigia”.
Io parlavo di questo film e nessuno mi considerava, sino a che, finalmente, nei primi anni ’80 un amico –  cinefilo, critico, autore di libri sul cinema – mi disse “si’, quel film, tanto sponsorizzato dalle nostre fidanzate, che tutti noi uomini non volevamo vedere,
forse anche per la presenza ingombrante di Delon. Pensavamo fosse la solita melensa storia d’amore che ci volevano trascinare a vedere. Mai avremmo immaginato tanta bellezza e poesia”.

Ecco. Giustizia era stata fatta.

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