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(risposta al commento 16 del precedente post)

Mia cara Giuliana,
credo sia la dura legge del blog.
Io sono tornata a casa dalla manifestazione, e ho postato una piccola frase e le foto. L’ho fatto di corsa per lasciare una traccia. Ho passato anche due giorni a casa perche’ il mio piede mi ha tenuta ferma dopo che ho sbagliato una scarpa da ginnastica (non una col tacco, alla manifestazione).
Ho scritto post sulla manifestazione, ho scritto un post che mi e’ costato in termini di emotivita’, ho scritto uno stralcio della legge, ho documentato la mia partecipazione alla manifestazione per dire io c’ero. Le analisi le lascio ai giornali e ad altre persone piu’ preparate di me. Poi ho postato contessa, perche’ non ci sono solo le donne e la 194, ma il lavoro, la sicurezza sul lavoro, i diritti dei gay e delle lesbiche, gli extracomunitari, il lavoro precario, l’infanzia, la laicita’ dello stato. Avevo in mente un post lungo, ragionato, sui simboli, sulla piazza, poi ho pensato che forse non sarebbe servito. Che magari una canzone e le immagini muovessero qualcosa. E li’ sotto ci sono solo tre commenti, mentre nel momento che lo postavo le lacrime mi scendevano copiose. Si’, perche’ vede, io in manifestazione ho il sorriso sulle labbra, ma non posso parlare, perche’ la parola mi esce rotta dalla commozione e quasi un po’ mi vergogno. Io in manifestazione ho gli occhi lucidi: e’ piu’ forte di me, non riesco a farne a meno.
In altri momenti, l’ho gia’ scritto, e’ capitato, che quando parlo di cose importanti, il post passi del tutto inosservato. Ogni tanto qualche persona mi dice che arriva qui, legge, ma ha un timore quasi reverenziale a lasciare commenti (!). A me scappa un sorriso. Rispondo che non capisco, non ho mai insultato nessuno (come invece e’ successo a me andando in altri blog a commentare). Ho avuto discussioni, pubbliche e private, ma credo facciano parte del gioco e della vita.
Il germoglio nel mio blog ci sta (e il commento 17 e’ la risposta). E’ un momento. E’ lo stupore della rinascita.
La gente che passa e’ libera di pensarla come vuole. Capita pure a me, quando mi trovo di fronte a certi post che non so come commentare. Vorrei lasciare una traccia, ma mi sento inadeguata. Nessun processo. C’e’ tanta gente che forse desidera solo svagarsi e non pensare, o forse, ha pensato che quella documentazione fosse la fine di un percorso, e non un momento di coesione. Che dirle? Mi creda, quell’assenza di commenti spiace piu’ a me che a lei.
Ma sul germoglio non transigo.
Maria Cristina
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